Arezzo
Mario Paglicci, Fulvio Casini e il rottame
Piloti morti nell'elicottero schiantato al suolo sull'Alpe della Luna (Arezzo): dopo cinque mesi e mezzo dall'incidente (9 novembre 2025) i vigili del fuoco di Arezzo lunedì 27 aprile hanno recuperato tutti i rottami del velivolo per metterli a disposizione del perito incaricato dalla procura. Non è ancora chiaro, infatti, cosa sia accaduto quel giorno quando gli imprenditori Mario Paglicci di Arezzo e Fulvio Casini di Sinalunga (Siena), esperti piloti, precipitarono nel volo di ritorno verso l'aviosuperficie Serristori di Castiglion Fiorentino dove erano partiti al mattino per Venezia.
Ci sono voluti diversi voli con l'elicottero Drago dei vigili del fuoco aretini per sollevare i grandi sacchi contenenti i resti dell'elicottero, precedentemente preparati dopo essere stati raccolti in un ampio raggio, e rimasti fino a lunedì nella zona impervia, di bosco, vicino al confine con le Marche.
Le condizioni meteo e le necessità della complessa inchiesta diretta dal pm Julia Maggiore non avevano finora consentito, un rinvio dopo l'altro, il recupero dei rottami. Pezzi e frammenti ora al vaglio del consulente al quale è affidato il compito di dare spiegazioni, anche dall'esame degli elementi raccolti in precedenza. Si sa che al momento della sciagura nella zona c'era nebbia e questo potrebbe aver influito nella dinamica. Le ipotesi sono ancora tutte al vaglio, dall'avaria all'errore.
Vigili del fuoco sono stati verricellati nel posto e le laboriose operazioni, favorite dalla buona giornata primaverile, hanno permesso di issare i sacchi che, dopo una prima sosta alla caserma dei Vigili del fuoco, saranno portati in un hangar dell'aviosuperficie Serristori.
Il 9 novembre 2025, l'elicottero Agusta Westland AW109S si schiantò in un lembo di territorio appenninico, sull'Alpe della Luna, nel comune di Badia Tedalda (Arezzo), causando la morte dei due piloti a bordo: Mario Paglicci, 78 anni, notissimo imprenditore orafo aretino, e Fulvio Casini, 67 anni, imprenditore sinalunghese che pare fosse ai comandi. L'aeromobile, di proprietà di Paglicci, era decollato da Venezia, ma se ne persero le tracce. Dopo lo schianto da un'altezza di circa 300 metri ci fu un incendio. I resti dei corpi, carbonizzati dalle fiamme post-impatto, vennero recuperati con grandissima difficoltà. Necessario il test del DNA per l'identificazione.
Nell'ambito dell'inchiesta, nel gennaio 2026 è stato nominato come consulente tecnico della procura il colonnello Fausto Schneider, ex Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare in congedo, per analizzare la dinamica dell'incidente esaminando relitto, documenti e dati ANSV. Le famiglie (assistite dagli avvocati Nicola Detti e Alessandro Luciani) hanno nominato l'ingegner Giampiero Marafante come proprio consulente, mentre parallelamente l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV) conduce un'indagine tecnica indipendente.
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