Imbrogli
Per truffare una coppia di anziani si sono finti carabinieri e hanno fatto credere all'uomo che c'era un problema serio alla sua auto: doveva andare alla Motorizzazione di Arezzo dove avrebbe trovato un altro militare per risolvere la cosa. Era un modo per allontanarlo dall'abitazione e confondere le idee a lui e alla convivente per sottrarre oro, preziosi e contanti.
Due malviventi originari della provincia di Bari sono stati arrestati dai carabinieri veri. Il fatto è successo lunedì 27 aprile tra Poppi e Arezzo. In casa è arrivata la telefonata a una 68enne comunicandole che la targa dell’autovettura del convivente era stata montata su un’autovettura utilizzata per perpetrare una rapina ad Arezzo. L'uomo si è diretto agli uffici della Motorizzazione, pilotato dai truffatori, ed è stata provvidenziale la segnalazione partita dai responsabili dell'ufficio ai carabinieri, avendo fiutato qualcosa di strano. L'uomo, settantenne, era infatti molto preoccupato e confuso.
Intanto a Poppi doveva avvenire il colpo. Un altro carabiniere fasullo si sarebbe presentato nell'abitazione per ritirare i beni che sarebbero serviti a scongiurare più gravi conseguenze legali al compagno.
Provvidenziale è stata anche la vicina di casa della signora che ha deciso di esternare i propri dubbi ai carabinieri, chiamando la Centrale Operativa della Compagnia di Bibbiena, il cui personale ha inviato immediatamente sul posto i militari dell’Arma, quelli veri. E' scattata un'attività lampo dell'Arma. I carabinieri della Stazione di Poppi, entrati nell’abitazione della donna, hanno potuto accertare la presenza di un 22enne, già noto alle forze dell’ordine, che si era fatto consegnare 80 euro e monili in oro, del peso complessivo di circa 200 grammi (circa 25mila euro di valore).
Il ragazzo era arrivato insieme ad un complice di 24 anni che lo attendeva nei pressi dell’abitazione della donna, a bordo di un’autovettura. E' stata così sequestrata la refurtiva, riconsegnandola alla vittima e sono stati arrestati i due per truffa in concorso, a disposizione della Procura della Repubblica di Arezzo che sta svolgendo indagini su altre simili situazioni.
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