IL CASO
Circolo Bar Duomo Vecchio
Chiude definitivamente il Circolo Bar Duomo Vecchio dopo quasi 50 anni. Lo annuncia così, con un lungo post sulla propria pagina che rimanda al sito, l’associazione di promozione sociale e sportiva Pionta Arezzo.
Il motivo, secondo quanto si legge, è da ricercare in un’aggressione ad un’educatrice avvenuta nei giorni scorsi da parte di due tossicodipendenti.
“Un circolo nato come attività socio-riabilitativa per utenti afferenti al Centro di Salute Mentale di Arezzo - scrivono - Persone che per quasi mezzo secolo hanno gestito questo piccolo angolo del Colle del Pionta tra gli ulivi e i vecchi ruderi dell’antico Duomo”.
A prendere la decisione: “È stata la dirigenza del Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl Toscana Sudest. Nei giorni scorsi all’interno del bar è avvenuta un’aggressione ai danni di una educatrice professionale - scrive l’associazione Pionta - durante un controllo dell'attività gestita dai pazienti, durante la quale due persone tossicodipendenti si sarebbero chiuse in bagno per somministrarsi sostanze stupefacenti. All'invito ad uscire da parte dell'operatrice sanitaria, i due sarebbero andati in escandescenza ed uno di questi, una ragazza, avrebbe aggredito e picchiato la donna in presenza degli utenti che in quel momento gestivano il bar”.
“In questa occasione vogliamo mostrare vicinanza all'educatrice aggredita. Un parco, il Pionta, purtroppo ormai evitato da tutti: studenti, famiglie e bambini che prima lo gremivano per passare pomeriggi di gioco, spensieratezza e serenità in questo polmone verde di Arezzo. Un luogo oggi radicalmente trasformato, riempito di telecamere ma con un tasso altissimo di criminalità”.
Ma che cosa comporta la chiusura del circolo? “La chiusura del circolo che è sponsor della nostra squadra sportiva Pionta Arezzo non è soltanto un logo attaccato alla maglia da più di 20 anni, ma è il principale sostegno delle attività socio-riabilitative, motorie, sportive e ricreative per persone afferenti al servizio di salute mentale. Venendo a mancare questa risorsa, non solo gli utenti saranno privati di un'attività che offriva loro una opportunità di socializzazione e riabilitazione, non solo andranno al macero i prodotti all'interno del circolo, ma non sarà possibile far fronte ai debiti maturati verso i fornitori e verso le federazioni sociali e sportive che supportavano le attività della nostra associazione divenendo insolventi. Questo comporterà di conseguenza anche la decadenza di progetti in corso e forse anche la chiusura delle associazioni APS Colle del Pionta e Pionta Arezzo APS-ASD. Faremo di tutto per cercare di far sopravvivere queste realtà che dal 2003 hanno prodotto grandissimi risultati soprattutto nell'ambito motorio, grazie ai benefici che lo sport offre nell'ambito della salute mentale. E proprio per questo motivo ci auguriamo che lo stesso circolo un giorno potrà riaprire in sicurezza come un tempo”.
E in merito alla vicenda la Asl Toscana Sud Est precisa che “sono già state attivate le procedure per individuare soluzioni alternative in grado di garantire la continuità dei percorsi socio-riabilitativi per gli utenti coinvolti. Allo stesso tempo, l’Azienda sottolinea la necessità di tutelare operatrici, operatori e utenti, ribadendo che episodi di violenza non possono essere tollerati e richiedono interventi immediati a garanzia della sicurezza di tutti”.
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