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Arezzo

I 150 mila giaggioli coltivati nei terreni della Fraternita comprati dai francesi per fare profumi

Produzione a Castiglion Fibocchi fra tradizione del territorio e nuovi sbocchi. Quei tuberi preziosi

Sara Polvani

03 Maggio 2026, 06:56

Pier Luigi Rossi

Pier Luigi Rossi primo rettore della Fraternita dei Laici

Sono stati già venduti in Francia per produrre profumi i 150 mila tuberi di giaggiolo in fiore coltivati nei terreni della Fraternita dei Laici a Castiglion Fibocchi, Comune nel cui stemma è riportato il simbolo del Giaggiolo stesso (giglio). Qui viene coltivato giaggiolo biologico, un’esperienza realizzata con la collaborazione di L’Arte di Beppe di Gabriele Venturi, tra le aziende leader mondiale di un prodotto che, oltre ad essere bello, è base essenziale per l’alta profumeria e la produzione di liquori famosi. Migliaia di tuberi di giaggiolo in fiore sono così destinati al mercato francese per la produzione di profumi, confermando l'alta qualità del prodotto locale.

Un importante accordo tra la Fraternita e L’Arte di Beppe di Gabriele Venturi per la coltivazione del giaggiolo biologico a Castiglion Fibocchi e a Mugliano era stato siglato nel 2023 dal primo rettore Pier Luigi Rossi.

Fino alla fine degli anni ’80 la coltivazione del giaggiolo era abbastanza diffusa in Valdarno Superiore in quanto la vendita della sua radice, detta rizoma, consentiva il sostentamento delle famiglie contadine. A maggio fiorisce e si potevano vedere lungo la strada dei Setteponti, tra balze e pianori, filari di giaggioli colorare il paesaggio.

L’azienda agricola di Gabriele Venturi, a 600 metri di altezza e con metodo biologico, coltiva giaggioli, continuando una tradizione di famiglia avviata dal nonno, Beppe appunto: il primo ad aver creduto nel valore dello splendido fiore viola simbolo di Firenze, da cui si estrae, da sempre, un profumo unico, che nessuno, fino ad oggi, è riuscito a riprodurre chimicamente. L’Arte di Beppe è una delle dieci aziende che nel 2022 hanno ottenuto la Bandiera Verde, massimo riconoscimento nazionale assegnato a Roma in Campidoglio da Cia Agricoltori Italiani alle best practice agricole, capaci di conservare un legame indelebile con il territorio, che puntano al recupero di antiche colture, lavorano in territori impervi, vantano un’anima green e bio. Venturi, nel comune di Castelfranco Piandiscò, porta avanti con impegno l’impresa familiare dove ogni anno sbocciano mille splendidi iris.

La Fraternita dei Laici ha voluto creare, all’inizio del nuovo millennio, una società agricola che fosse dedita completamente all’agricoltura, da qui la nascita di Tenute di Fraternita. Questa nuova società, di cui la Fraternita è socio unico, si è posta l’obiettivo di ottenere produzioni di alta qualità nel pieno rispetto dell’ambiente e del consumatore. La scelta dell’indirizzo biologico, prima per gli oliveti e successivamente per i vigneti, è focalizzata sul dare al consumatore un prodotto sano e rispettoso del territorio. Anche la riscoperta dei grani antichi ha voluto riportare alla luce sul mercato prodotti che stavano quasi scomparendo. Una filosofia aziendale focalizzata sulla qualità della materia prima, del prodotto finale e sul rispetto e la valorizzazione del territorio in chiave contemporanea. Le proprietà delle Tenute si estendono per una superficie di circa 1.300 ettari nei comuni di Arezzo, Civitella in Val di Chiana e Castiglion Fibocchi.

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