L'intervista
Luigina Lomi Capria
Luigina Lomi Capria, capo delegazione Fai Arezzo e provincia, si racconta. Fu Elena Croce, figlia del grande filosofo Benedetto, che spinse l’amica Giulia Maria Mozzoni Crespi a impegnarsi per creare in Italia una fondazione sulla falsariga del National Trust britannico.
L’idea di Elena Croce divenne realtà grazie all’entusiasmo e il sostegno di Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli: fu con loro che Giulia Maria Mozzoni Crespi il 28 aprile 1975 firmò l’atto costitutivo e lo statuto del Fai: una dichiarazione d’intenti di persone decise a fare qualcosa di concreto per il nostro Paese. A dare il via alle attività del Fai fu la prima donazione ricevuta: la splendida Cala Junco donata da Pietro di Blasi, a Panarea, nelle Eolie, una caletta dalle acque cristalline.
Nel 2022 la Fondazione ottiene il riconoscimento di Ente del Terzo Settore attraverso l’iscrizione al Registro Nazionale Unico del Terzo Settore e adegua il proprio statuto al Codice del Terzo Settore. Il 28 aprile 2025, anniversario esatto dei 50 anni dalla nascita della Fondazione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale una delegazione Fai di collaboratori, volontari e giovani da tutta Italia, guidata dal presidente Marco Magnifico, per un riconoscimento istituzionale dei cinquant’anni di attività.
Nello stesso giorno, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo celebrativo dedicato alla Fondazione. Mentre il 28 luglio 2025, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente Fai Marco Magnifico hanno siglato un nuovo Accordo Quadro per rafforzare la collaborazione attiva nella tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.
Il 7 dicembre scorso, il Fai ha ricevuto la Grande Medaglia d’Oro, l’unica conferita nel 2025, nell’ambito dell’assegnazione degli Ambrogini d’Oro, il massimo riconoscimento civico del Comune di Milano, per il suo contributo fondamentale alla conservazione e promozione del patrimonio artistico e paesaggistico del Paese.
E anche ad Arezzo il 21 e 22 marzo sono tornate per la 34esima edizione le Giornate Fai di Primavera, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia. Un’iniziativa, nata dalla sinergia in essere con la delegazione Fai di Arezzo di cui la Casa Museo Ivan Bruschi ospita la sede locale, che si è inserita nel programma dedicato alla valorizzazione del Colle del Pionta - dall’antico duomo di San Donato e oratorio di Santo Stefano al complesso e archivio dell’ex ospedale psichiatrico di Arezzo, luogo di rilevante interesse storico, architettonico e sociale per il territorio - con l’obiettivo di ampliare l’esperienza dei visitatori offrendo anche l’opportunità di scoprire uno dei luoghi culturali più rappresentativi del centro storico cittadino.
Il percorso di visita ha consentito ai partecipanti di conoscere la figura dell’antiquario e collezionista Ivan Bruschi, fondatore anche della storica Fiera Antiquaria, e di avvicinarsi alla ricca collezione custodita nella Casa Museo composta da opere, oggetti e curiosità provenienti da epoche e culture diverse. Un viaggio tra arte, storia e collezionismo che ha invitato a riflettere e comprendere come la raccolta e la conservazione degli oggetti rappresentino una forma di memoria, proprio come gli archivi e i luoghi al centro delle Giornate Fai di Arezzo.
- Come nasce la sua passione per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico?
Sono entrata nel Fai, Fondo per l'Ambiente Italiano, nel 1995, iscrivendomi con mio marito. Era una novità interessante nel panorama delle Associazioni e guardavo con curiosità l'approccio del Fai alla scoperta e all'attenzione dell'ambiente in cui si vive. Lavoravo ancora ed era piacevole il tipo di attività che veniva programmato mensilmente che permetteva di scoprire luoghi meno conosciuti e proponeva visite a mostre e musei. La peculiarità del Fai, che è una Fondazione, era quello di acquisire, attraverso donazioni e lasciti, beni che altrimenti sarebbero stati abbandonati o perduti, restaurarli, farli conoscere e metterli a disposizione dei visitatori.
- Qual è il percorso che l’ha portata alla guida del Fai di Arezzo e provincia?
Con il passare degli anni sono entrata sempre di più nell'organizzazione della Delegazione Aretina, mentre il Fai cresceva, arricchiva la sua offerta e aumentava le attività, quindi è stato direi naturale che finendo il mio impegno di lavoro accettassi con piacere di diventare Capo Delegazione di Arezzo nel 2016. Nel frattempo la missione del Fai riguardante la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano diventava sempre più importante sul territorio. Ora siamo a circa 1.500 iscritti in provincia, siamo orgogliosi della nostra Delegazione e soprattutto del percorso di sensibilizzazione dei giovani e nelle scuole.
- Quali le iniziative più importanti realizzate?
Le principali sono le due manifestazioni nazionali che organizziamo ogni anno. Le Giornate Fai di Primavera e di Autunno che attraggono centinaia di persone in una grande festa di piazza, che mette in moto una importante macchina organizzativa e coinvolge moltissimi volontari. Durante tutto l'arco dell'anno siamo impegnati anche in un'attività locale, proponendo esperienze, visite e occasioni conviviali non solo a chi conosce già il Fai, ma anche a chi si vuole avvicinare per la prima volta alla Fondazione.
- Quali altri interessi coltiva?
Occupo felicemente il mio tempo libero dividendomi tra la famiglia e il volontariato con il Fai.
- Prossimi impegni?
Ora il Fai è molto conosciuto in tutto il Paese, ma sarò sempre molto grata alla sua fondatrice, Giulia Maria Crespi, che ha creduto in questa grande idea di amore verso il nostro bellissimo Paese da condividere con tutti gli italiani. Mi permetto di ricordare che con l'iscrizione al Fai si può sostenere la sua missione e contemporaneamente avere accesso ad esperienze, a visite ed eventi con importanti riduzioni, pensate per rendere la cultura sempre più accessibile.
IL PROFILO
Luigina Lomi Capria, nata nel 1948 a Marciano della Chiana, entra nel Fai, Fondo per l'Ambiente Italiano, nel 1995, iscrivendosi con suo marito. Con il passare degli anni entra sempre di più nell'organizzazione della Delegazione Aretina, mentre il Fai cresceva, fino a diventare Capo Delegazione di Arezzo nel 2016. Ad oggi il Fai conta circa 1.500 iscritti in provincia di Arezzo.
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