Venerdì 08 Maggio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Arezzo

Il segreto delle Marcolfe, antiche pietre scolpite che scacciavano dalle case i malintenzionati

All'ingresso delle abitazioni con la funzione delle telecamere di oggi. Figure apotropaiche dall'aspetto pauroso

Giuseppe Alpini

08 Maggio 2026, 06:54

Marcolfe

Marcolfe, antiche pietre scolpite

Secondo Giulio Cesare Croce, Marcolfa era la saggia, grassa, goffa moglie di Bertoldo, ma non è della madre di Bertoldino che vogliamo parlare, bensì delle pietre scolpite che, in funzione apotropaica, venivano murate sugli ingressi di alcuni edifici sacri e sulle pareti di abitazioni private. Si trattava di sculture dall'aspetto terrificante che già sia i Greci che gli Etruschi erano soliti collocare nella parte più alta dei loro templi nella convinzione che tenessero lontani gli spiriti del male.

Questa credenza, tuttavia, non era propria soltanto dei popoli mediterranei, ma era largamente diffusa presso i popoli che vivevano all'interno del continente come i Celti che hanno conservato a lungo l'idea che le maschere terrificanti servissero per tenere lontani i demoni e gli altri spiriti malvagi come è tuttora attestato dalla festa di Halloween durante la quale le antiche maschere collocate sugli edifici sono state fatte scendere per essere indossate dalle persone nella notte magica che segnava la fine del vecchio e l'inizio del nuovo anno.

Questo bisogno di sicurezza soprattutto nelle ore notturne ha accompagnato la civiltà contadina per tutto l'arco della sua esistenza soprattutto nelle zone di confine oppure agli incroci dove si riteneva tenessero i loro incontri le streghe, i demoni, e tutte le altre personificazioni del male.

A testimonianza di tutto questo è sufficiente visitare alcuni borghi dell'Appennino Tosco-Emiliano per renderci conto di quanto fosse diffusa e radicata la credenza che le “Marcolfe” (dal germanico Mark = terra di confine e Wolf = lupo) vigilassero attivamente su uomini, animali e territori.

Il ritrovamento, pochi anni fa, del tempio etrusco sul cui tetto erano ben evidenti delle maschere apotropaiche (dal greco antico apotropein = allontano) nell'area del Cassero a Castiglion Fiorentino è una prova che anche per la gente castiglionese le pietre scolpite con immagini paurose tenessero lontano ogni male intenzionato.

L'avvento della dottrina cristiana, ovviamente, contrastava con questa superstizione di origine pagana, ma non riuscendo a sradicarla, ricorse al compromesso di attribuire alle maschere apotropaiche un linguaggio visivo carico dei simboli cristiani della perenne lotta tra il bene ed il male ed è per ciò che esse si trovano in bella mostra in molte pievi romaniche come a Gropina di Loro Ciuffenna e a Corsignano nei pressi di Pienza.

Qualche decennio fa, duranti i lavori di restauro della mia abitazione situata a Castiglion Fiorentino (Arezzo) all'incrocio di molte vie, nel cambiare una soglia i muratori rinvennero nel muro una testa scolpita rozzamente che al momento non fu possibile identificare e si pensò che fosse una “pietra di riporto” proveniente da qualche costruzione precedente e riutilizzata come pietra comune.

Questa pietra del “mistero” era quasi dimentica fino a quando, non ogni male viene per nuocere!, non sono stato inondato da reiterate e fastidiose proposte di protezione della casa e della famiglia con l'offerta di vari dispositivi che mi avrebbero consentito sonni tranquilli.

Mentre mi affannavo a cancellare dalla posta elettronica tali comunicazioni mi sono chiesto come facevano gli antichi a proteggersi ed il pensiero è andato alla pietra scolpita trovata anni prima.

Ho ripensato alle “Marcolfe” che qualche anno fa avevo visto saldamente murate sulle case di Fiumalbo e mi sono ricordato anche di una pietra scolpita che, ancora oggi, si può vedere nella frazione del Ranchetto e ho dedotto che poteva trattarsi né di Giona nel ventre della balena e neppure di un animale biblico, ma di una pietra apotropaica antenata delle moderne telecamere.

Giuseppe Alpini - divulgatore di storia locale

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie