Preziosi
Benvenuto, Giordini e Parrini
Tra rotte da ridisegnare e gioielli da reinventare, Oroarezzo 2026 sta per chiudere i battenti. Oggi l'ultima giornata, ma già ieri si percepiva l'umore degli operatori che vi hanno partecipato.
Tutto sommato, visto le basse aspettative della vigilia, dicono in molti, i contatti con i buyer ci sono stati. Certo, bisognerà capire se questi si trasformeranno in lavoro e produzione.
“Quello che ci riferiscono i nostri associati dalla fiera è che Oroarezzo ha portato un po' di movimento questo sicuramente sì - conferma Luca Parrini, presidente degli orafi di Confartigianato - da lì a concludere gli affari ancora c'è tempo per capirlo. L'interesse dei nostri clienti comunque c'è stato. Questo ce l'aspettavamo, perché chi ha avuto la volontà di venire fino qui l'ha fatto perché l'interesse ce l'aveva. Adesso dobbiamo avere un po' di pazienza, un altro paio di settimane per capire se quello che è stato scritto e concordato, si trasformerà in lavoro”.
La presenza dei buyer, anche dei mercati emergenti non ha deluso. “Sì, ci sono stati dei buoni segnali - conferma Parrini - dal Sud America, qualcosa dall'India e come nelle ultime edizioni tanta Europa, in particolare Europa dell'est, ma anche Francia e Inghilterra”.
I mercati più importanti, però, come Medio Oriente e Stati Uniti, sono stati “sonnolenti”.
Così anche nel primo bilancio tracciato da Mauro Benvenuto, presidente degli orafi di Cna Arezzo. “Una fiera che ha avuto un tono più calmo, rispetto al passato - ha detto Benvenuto - le nostre aziende hanno lavorato, ma adesso dobbiamo aspettare le conferme d'ordine, dopodiché capiremo com'è stata questa fiera in maniera reale. I buyer dei mercati "emergenti" ci sono stati, logicamente c'è da capire che forza d'acquisto hanno, quanto riescono a consumare e soprattutto quanto sono interessati al nostro Made in Italy”.
“Siamo abbastanza soddisfatti, compatibilmente con il momento difficile che stiamo attraversando - afferma Giordana Giordini, presidente degli orafi di Confindustria Toscana Sud - è un momento difficile e quindi anche tra i nostri clienti si respira un po' di cautela e incertezza. Gli ordini sono sicuramente meno importanti con quantità inferiori rispetto al passato e c'è un po' di preoccupazione. Però, vedere la fiera frequentata da buyer provenienti da tutte le parti del mondo sicuramente ci dà anche un po' di speranza”. Un po' di ottimismo, dunque, che serve oggi più che mai per superare una crisi che sta attanagliando i mercati più importanti.
“Sì, serve anche un po' di ottimismo per superare questi momenti difficili - prosegue Giordini - sicuramente bisogna puntare non solo ai nostri mercati di riferimento classici come Dubai, la Turchia e l'America, ma bisogna ampliare gli orizzonti e proprio in questa fiera abbiamo avuto l'opportunità di vedere anche buyer da paesi che di solito magari non vediamo, come la Corea e il Sud America. Abbiamo avuto anche diversi europei, ma anche turchi, giordani e israeliani. Sicuramente avere l'opportunità di vederli così tutti insieme è un valore aggiunto. Ed è per questo che siamo qui, che partecipiamo ad Ororezzo. Anche per fare comunità perché dobbiamo sempre stare uniti e cercare di lavorare in sinergia e chiedere aiuto alle istituzioni”.
Dalle istituzioni, dal governo in particolare, si attende ancora la cassa integrazione straordinaria e altre misure di sostegno ad un settore fondamentale dell'economia aretina e italiana.
“Ci auguriamo che si arrivi all'attivazione di questo tavolo che il governo ha annunciato - ha concluso Parrini - speriamo che venga messo in piedi al più presto e che porti i suoi frutti, perché le aziende ne hanno bisogno adesso e ne avranno ancora bisogno nell'immediato futuro”.
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