La visita
Il presidente Mattarella con Lorenzo Jovanotti
Lorenzo Jovanotti al Quirinale. "Sono andato a ringraziare il nostro presidente Sergio Mattarella perché un po' di giorni fa ho ricevuto questo attestato che certifica che sono stato nominato Commendatore della Repubblica. È un grande onore, è un onore grandissimo. Mi sento orgoglioso, felice, emozionato". Così Jovanotti, in un video pubblicato sui social accompagnato dalle note di una delle sue canzoni più amate, Ragazzo fortunato racconta la visita al Quirinale, seguita al ricevimento dell'onorificenza. Nel video, in cui l'artista è accompagnato alla residenza del presidente della Repubblica dalla moglie Francesca e dalla figlia Teresa e accenna anche qualche passo di danza nei saloni del Palazzo presidenziale, Jovanotti rivela anche di aver avuto "un brevissimo incontro, una stretta di mano con il nostro grande presidente Mattarella, che ringrazio”. E nel video inserisce proprio la foto della stretta di mano.

Il presidente Mattarella con Lorenzo Jovanotti, la moglie Francesca e la figlia Teresa
“Gli ho anche chiesto - confessa Jovanotti - "Presidente ma cosa comporta d'ora in poi essere commendatore?" E lui mi ha detto: continuare a fare quello che ha fatto fino adesso. Perfetto, quello lo so fare” scrive Jovanotti che definisce la visita meravigliosa e il Palazzo del Quirinale splendido. “Attraverso il mio lavoro - scrive ancora il cantautore cortonese - mi espongo e intercetto da una vita tante persone con i loro punti di vista più disparati, famiglie, momenti, passaggi, serate, scelte, idee, opinioni, a volte mi capita di sentirmi al centro di una rotatoria con il traffico che mi gira intorno e in fondo è dove io stesso mi sono messo e mi va bene stare. Quindi grazie a tutti voi (riferito ai fan, ndr) che avete gioito per questa nomina come se riguardasse un po’ anche voi. É così, lo confermo, riguarda anche voi, cari commendatori del ritmo e dell’energia, amici di tante avventure condivise. Grazie ancora!”.

La stretta di mano tra Mattarella e Jovanotti
“Quando ho saputo di questa onorificenza - scrive ancora Jovanotti sui suoi social - mi sono commosso pensando soprattutto a quanto ne sarebbero stati felici i miei genitori, che quando ero un ragazzino erano più impauriti che entusiasti della mia passione per un lavoro che per loro era il contrario di un lavoro, e che io stesso mi stavo inventando, perché quel lavoro non aveva un nome”.
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