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Il personaggio

E' morta Patrizia de Blanck. Aveva 85 anni. Una vita da romanzo, tra folli amori e tv senza moralismi. Il dolore della figlia Giada

La contessa del popolo (così si definiva) si è spenta dopo una malattia affrontata con grande riservatezza

Julie Mary Marini

09 Febbraio 2026, 10:38

E' morta Patrizia de Blanck. Aveva 85 anni. Una vita da romanzo, tra folli amori e tv senza moralismi. Il dolore della figlia Giada

La contessa Patrizia de Blanck

E' morta Patrizia de Blanck. Aveva 85 anni. Dopo una malattia affrontata con riservatezza e coraggio, si è spenta quella che amava definirsi la contessa del popolo, una donna capace di trasformare il titolo nobiliare in un gesto quotidiano, fatto di empatia, ironia e libertà. Solo pochi mesi fa, il 9 novembre, aveva festeggiato il compleanno in casa, circondata dall’affetto più importante: quello della figlia Giada. Era stata lei a prepararle il dolce preferito, il Montblanc, simbolo di un’intimità familiare che per Patrizia valeva più di qualsiasi palcoscenico. "La figlia migliore del mondo", la chiamava. Un legame assoluto, forse anche una risposta al rapporto difficile con la propria madre, “la donna più bella d’Europa”, che l’aveva presto mandata in collegio e che, crescendo, aveva finito per viverla come una rivale. Con Giada, invece, la competizione non era mai esistita: solo complicità, protezione, dedizione. Oggi, il dolore della figlia è racchiuso in poche parole: "Non ho la forza neanche di parlare, era la mia vita".

La contessa il giorno delle sue prime nozze

In un lungo messaggio affidato ai social, Giada ha raccontato il lutto senza filtri, definendo la madre "una figura iconica" e parlando di un percorso durissimo vissuto nel silenzio, per proteggerla fino all’ultimo. "Neanche la morte potrà dividerci", ha scritto, promettendo di vivere anche per lei. La vita di Patrizia de Blanck è stata tutto fuorché ordinaria. Figlia di Lloyd Dario e dell’ambasciatore cubano Guillermo De Blanck y Menocal, cresciuta tra aristocrazia e diplomazia, fuggì presto dagli schemi della nobiltà tradizionale. A diciott’anni scelse di essere se stessa. Nel 1958 arrivò in televisione come valletta de “Il Musichiere”, poi un matrimonio lampo con Anthony Leigh Milne, finito dopo tre mesi per un tradimento scoperto in diretta. Da lì in avanti, nessuna concessione all’ipocrisia.

Durante una sontuosa festa di Carnevale

Dopo una lunga pausa, tornò in tv nei primi anni Duemila con Chiambretti, diventando un volto familiare del piccolo schermo. Reality, talk show, radio, salotti pomeridiani: Patrizia era ovunque e sempre riconoscibile. Schietta, imprevedibile, ironica. All'Isola dei famosi arrivò in semifinale, al Grande Fratello Vip difese senza esitazioni le proprie origini. Nei programmi di Barbara D’Urso portò la sua verità senza filtri. Non recitava un personaggio: era il personaggio. Donna libera, dichiaratamente fuori dagli schemi, non ha mai nascosto le proprie contraddizioni. Amava raccontare le sue infedeltà con autoironia, parlava di amore senza moralismi, difendeva gli amici con veemenza, arrivando a raccontare di aver reagito a ombrellate contro un insulto omofobo. Per lei, il rispetto non era un concetto astratto: era un gesto immediato.

La contessa con la figlia Giada

Con il secondo marito, Giuseppe Drommi, console di Panama, ebbe Giada e visse un matrimonio durato fino alla morte di lui. Insieme attraversarono anche episodi drammatici, come il dirottamento di un aereo, durante il quale Patrizia si trovò a trascinare il corpo di un passeggero ucciso. Un frammento in più di una vita che sembrava un romanzo. I flirt attribuiti – da Sordi a Warren Beatty, da Gardini a Califano – hanno alimentato il mito, ma non lo hanno mai definito. "Con Franco era magia", raccontava. Ballo, attrazione, leggerezza. Come tutto, nella sua esistenza, vissuto senza calcoli. Sui social chiamava i suoi follower contessini. Non c’era distanza, non c’era superiorità. C’era una donna che aveva trasformato il privilegio in prossimità, la fama in relazione, il titolo in affetto. Patrizia de Blanck è stata aristocratica e popolare, fragile e indomabile, romantica e combattiva. Ora resta il silenzio, interrotto solo dalla voce della figlia e dal ricordo di chi l’ha amata. Se n’è andata senza clamore, ma lasciando una traccia profonda: quella di una donna che ha vissuto come ha parlato, pane al pane, vino al vino, senza mai chiedere il permesso. A volte anche a costo di sembrare esagerata. Ma era Patrizia de Blanck.

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