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Cultura

L'omaggio di Arezzo a Francesco Redi: la riscoperta del genio tra scienza, lettere e cultura

Sara Polvani

29 Marzo 2026, 14:25

Galleria d'arte contemporanea

La Galleria d'arte contemporanea ospiterà la mostra

Arezzo celebra Francesco Redi, il primo medico dei Medici, nel quadricentenario dalla nascita. La mostra bibliografica “Francisci Redi patricii arretini: la (ri)scoperta del genio”, organizzata da Fondazione Guido d’Arezzo, in collaborazione con il Comune e la Biblioteca Città di Arezzo, con il patrocinio di Regione Toscana, a cura di Elisa Boffa, si inaugurerà il 2 aprile, alle 18, nella Galleria comunale d’arte contemporanea e sarà visitabile fino al 7 giugno. All’inaugurazione parteciperanno il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, l’assessore alla cultura della Regione Toscana Cristina Manetti e la curatrice Elisa Boffa.

Nel panorama scientifico italiano ed europeo del Seicento, l’aretino Francesco Redi (1626-1697) fu un protagonista di primo piano. Attraverso documenti, manoscritti e volumi a stampa che raccontano non solo la sua produzione scientifica e letteraria, ma anche le relazioni culturali e personali che egli intrattenne con l’élite intellettuale della Toscana del suo tempo, la mostra restituisce l’immagine di uno studioso profondamente radicato nella sua terra, capace di lasciare un segno duraturo nella storia della scienza, della letteratura e della cultura europea. L’esposizione è articolata in nove sezioni tematiche: Francesco, le ricordanze e la genealogia; La Libreria rediana; Il legame indissolubile con Arezzo; Dalle vipere in poi: le opere scientifiche; Sull’uso della parola: i vocabolari e gli accademici; Bacco e gli altri scritti letterari; Eruditi, colleghi e allievi; La discendenza Redi; Dopo di lui: opere postume.

Tra i documenti presentati emerge il Libro dei Ricordi, una sorta di diario redatto dallo studioso e ordinato cronologicamente, appena restaurato e consultabile presso la Biblioteca su richiesta. “Rendiamo omaggio a una delle menti più brillanti e rappresentative che Arezzo abbia espresso nel corso della sua storia, uno studioso capace di unire scienza, letteratura e impegno civile, incarnando pienamente lo spirito del suo tempo senza mai perdere il legame profondo con la propria città”, sottolinea il sindaco Alessandro Ghinelli. “Celebrare Francesco Redi nel quadricentenario della nascita significa restituire alla Toscana e all’Italia una figura straordinaria, capace di unire sapere scientifico e sensibilità umanistica in un equilibrio ancora oggi attuale”, aggiunge l’assessore Cristina Manetti.

Francesco Redi ad Arezzo non visse mai, ma vi fu sempre connesso in maniera importante, attraverso la famiglia e le importanti istituzioni culturali che aiutò a sviluppare – spiega Boffa – come la prima Biblioteca pubblica della Fraternita o la allora nascente Biblioteca dei Gesuiti, una rivoluzione per l’epoca seicentesca. È stato un personaggio più noto che conosciuto, più citato che studiato, come sostiene Walter Bernardi, storico della Scienza e professore presso l’Università di Siena, noto per essere uno dei suoi principali studiosi, perché ha sempre avuto una molteplicità di interessi, dalle vipere alla prima monografia sugli occhiali da vista. Per questo l’esposizione parla di riscoperta del genio”.

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