Casentino
L'attore Paolo Ruffini e la musicista Gloria Campaner
“Mi Manchi. L’alba della mia felicità”. Domenica 19 luglio, all’alba, il Castello di Romena ospita una prima assoluta creata appositamente per Naturalmente Pianoforte, la nuova performance firmata da Paolo Ruffini e Gloria Campaner. Da sempre Naturalmente Pianoforte costruisce il proprio racconto artistico partendo dai luoghi: abbazie, foreste, borghi e castelli del Casentino diventano palcoscenici naturali dove la musica incontra la storia, il paesaggio e le domande più profonde dell’esperienza umana. Il Castello di Romena, arroccato su un colle a oltre seicento metri di altitudine, raggiungibile attraverso un lungo viale di cipressi secolari, domina l’intera vallata del Casentino con le sue tre torri superstiti. Qui, a secoli di distanza, soggiornarono Dante Alighieri, che citò Romena e la vicina Fonte Branda nell’Inferno, e Gabriele D’Annunzio, che in questo luogo lavorò a una parte delle Laudi.
Dentro questa cornice prende forma quello che più che uno spettacolo è un evento-rito, un attraversamento emotivo in cui musica e parola diventano strumenti per una domanda semplice e universale: perché riconosciamo così facilmente il dolore e così raramente la felicità? Sul palco, il pianoforte di Gloria Campaner, pianista tra le più originali della scena internazionale, interprete capace di portare il pianoforte oltre i confini della sala da concerto intrecciando musica, teatro e pensiero. Lo scorso febbraio ha incantato il pubblico all’Arena di Verona in occasione della cerimonia conclusiva delle Olimpiadi.
Accanto a lei la voce e la scrittura di Paolo Ruffini, attore, autore e regista che negli ultimi anni ha costruito un percorso artistico capace di unire ironia, fragilità e profondità umana. La performance si sviluppa come un viaggio in due movimenti: prima l’ombra, poi la luce. La prima parte, “La morte della felicità”, attraversa con tono ironico e disarmato il nostro rapporto con la malinconia e con il dolore, quella strana familiarità che spesso ci fa sentire più autentici nella tristezza che nella gioia. La seconda parte, “La rinascita della felicità”, apre lentamente lo spazio alla possibilità. Il pianoforte si fa più ampio, la parola più semplice. Non la felicità rumorosa e spettacolare, ma quella fragile e quotidiana che abita le piccole cose. Il finale non consegna una morale, ma una domanda affidata al pubblico: “Quando ce ne andremo da questa vita non ci chiederanno quanto abbiamo resistito, ma quanta felicità abbiamo lasciato in giro”. Tra le torri di Romena e il respiro della valle, dalle 5 del mattino di domenica 19 luglio, musica e parola proveranno a fare ciò che il festival cerca da sempre: trasformare un evento artistico in un momento di ascolto condiviso, dove paesaggio, arte e umanità tornano a parlarsi. La prevendita è già iniziata per questo evento irripetibile, pensato per nascere dentro questo luogo e dialogare con il suo respiro antico. Per questo la capienza è necessariamente limitata: l’esperienza è pensata per pochi, da vivere in ascolto, nella luce fragile dell’alba.
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