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IL MATTONE

Il risveglio del mercato immobiliare. Boom delle compravendite. Netto aumento degli affari ad Arezzo e nel resto della Toscana. Soffre Firenze

Impennata dei contratti nei primi mesi del 2025. La classifica delle città del Granducato e delle regioni italiane

Julie Mary Marini

19 Gennaio 2026, 14:29

Il risveglio del mercato del mattone. Boom delle compravendite. Netto aumento di affari ad Arezzo e nel resto della Toscana. Soffre Firenze

Mercato immobiliare in netta ripresa

Arezzo nei primi nove mesi del 2025 ha fatto segnare uno dei balzi più interessanti del mercato immobiliare italiano. Le compravendite residenziali sono cresciute del 15,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un dato che colloca la città della Chimera al 26° posto tra tutti i capoluoghi italiani per dinamica del mercato. In un contesto nazionale che complessivamente corre, Arezzo è abbastanza in alto da raccontare una storia diversa da quella, più prevedibile, delle grandi metropoli. Il segnale è chiaro: anche nelle città di medie dimensioni il mattone ha ripreso a muoversi con decisione. Non è un caso isolato.

Netto aumento delle compravendite immobiliari

L’intero mercato residenziale italiano, da gennaio a settembre 2025, ha totalizzato 548.287 compravendite, in crescita del 9,1% su base annua. Numeri che fotografano un ritorno di fiducia, sostenuto da una domanda più ampia e da un’offerta che, soprattutto nelle nuove costruzioni, prova a intercettare bisogni abitativi cambiati dopo la pandemia. A dirlo è Abitare Co., società di intermediazione e servizi immobiliari specializzata nel nuovo, che ha messo in fila i dati e disegnato una mappa sorprendentemente vivace.


Gli affari in Toscana nei primi nove mesi del 2025

Se si allarga lo sguardo oltre Arezzo, la Toscana nel suo complesso emerge come una delle regioni più dinamiche d’Italia. Le compravendite residenziali regionali sono aumentate del 14,1%, un ritmo che vale il secondo posto nazionale per variazione percentuale. Non è però Firenze a trainare la corsa, anzi: il capoluogo regionale è l’unico in territorio toscano a segnare un dato negativo, con un -2,2% che lo fa scivolare fino alla 92ª posizione nella graduatoria dei capoluoghi italiani. A sorprendere sono invece le provinciali. Grosseto vola con un +29,3%, Siena segue a ruota con +25,6% e Massa completa il podio regionale con +21,3%. Sono tutte e tre dentro la top ten nazionale per crescita delle compravendite. Subito dietro, ma comunque su ritmi sostenuti, si piazzano Pistoia (+20,9%), poi Arezzo, Livorno (+15,4%), Prato (+12,1%), Pisa (+10,2%) e Lucca (+9,3%). Una Toscana a due velocità, insomma: brillante nelle città medio-piccole, più cauta nel capoluogo storico, dove prezzi elevati e offerta più rigida sembrano frenare la rotazione degli immobili.

Il mercato immobiliare in Italia sembra essersi svegliato

Nel quadro nazionale, la fotografia diventa ancora più netta. Secondo l’analisi di Abitare Co., tra gennaio e settembre 2025 ben 83 capoluoghi di provincia hanno chiuso in positivo. La sensazione di “ripartenza” non è dunque locale, ma diffusa. I casi più eclatanti arrivano però da territori che raramente finiscono in prima pagina quando si parla di mercato immobiliare. Frosinone guida la classifica con un impressionante +45,1%, seguita da Sondrio (+34,6%) e Belluno (+34,4%). Poi Catanzaro (+26,5%), Campobasso (+25,7%), Imperia (+22,8%) e Pavia (+21,4%). In mezzo, come detto, brillano anche le toscane Grosseto, Siena e Massa, segno che il dinamismo non è prerogativa esclusiva del Nord o delle grandi città universitarie.


La situazione in Italia regione per regione

E il dato regionale? Al primo posto troviamo l'Umbria, capace di ben 8.110 affari conclusi che per la regione significa un aumento del 15.5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La Toscana è immediatamente dietro. In questo caso la crescita è stata del 14.1% graze a 37.111 compravendite. Sul terzo gradino del podio c'è il Friuli Venezia Giulia: +14% e 7.828 contratti. Letti insieme, questi numeri raccontano una trasformazione silenziosa. Il mercato sembra premiare i centri dove la qualità della vita è alta, i prezzi sono ancora relativamente accessibili e il lavoro da remoto rende meno indispensabile vivere nelle metropoli.

La provincia tira più delle grand città (foto di archivio)

In questo scenario, Arezzo appare come un esempio emblematico: non è in testa alla classifica, ma è abbastanza avanti da indicare una tendenza strutturale, non un rimbalzo occasionale. Mentre Firenze rallenta e le stelle regionali si spostano verso sud e verso la costa, il dato aretino suggerisce che il baricentro immobiliare toscano si stia lentamente riequilibrando. E se il 2025 ha già messo a segno un +15,6% in nove mesi, la vera domanda ora è se questo slancio saprà reggere anche nel 2026, trasformando una buona annata in una nuova normalità per il mattone aretino.

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