Arezzo
Arezzo capitale del mercato dell'oro
L'oro soffre. I numeri certificano le difficoltà del distretto di Arezzo, il più importante del Paese. Nel 2025 l’export è calato del 41% rispetto all’anno precedente. E il 2026 è iniziato peggio. Quasi quattro miliardi e mezzo di euro restano sul piatto, è vero, ma la direzione di marcia preoccupa. In questo scenario ad Arezzo Fiere e Congressi ha aperto i battenti la 45esima edizione di Oroarezzo, l’evento B2B internazionale organizzato da Italian Exhibition Group (Ieg). Quattro giorni di lavori, fino a martedì, con 350 espositori, buyer da tutto il mondo e una domanda che aleggia sulla fiera: dove si andrà a vendere adesso che i mercati di sempre sembrano non reggere più?

In fiera oltre 350 espositori
La leadership soffre
Arezzo resta saldamente il primo polo nazionale, con il 34,8% dell'export orafo italiano, davanti a Vicenza al 20,3% e Alessandria al 17,6%, ma il distretto leader si barcamena in acque sempre più agitate. Il mercato turco, primo sbocco per valore assoluto, ha registrato un crollo del 67,2%, mentre negli Stati Uniti il calo è stato del 10,2%. È su questo sfondo che si è consumata la cerimonia inaugurale, con toni che hanno oscillato tra l’allarme e la determinazione.
Maurizio Ermeti, presidente dell'Ieg, e Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Confindustria Federorafi
Crisi e coraggio
Prima del taglio del nastro, mentre nei padiglioni erano già iniziati gli incontri tra produttori e buyer, si sono susseguiti i contributi degli organizzatori, delle autorità e dei rappresentanti delle categorie. Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Confindustria Federorafi, ha messo sul tavolo le difficoltà che sta vivendo il settore: “Lo scenario rende difficile la pianificazione. I mercati che coprono il 40% del fatturato sono in forte flessione. Stiamo parlando di una situazione da far tremare i polsi”. Le leve su cui agire, ha indicato, sono chiare: diversificazione dei mercati, accordi di libero scambio, valorizzazione del Made in Italy come eccellenza di filiera, formazione del capitale umano e facilitazione dell’accesso al credito.
Buyer da quasi 60 diversi Paesi del mondo
Le prospettive
Poco prima era stato il presidente di Ieg, Maurizio Ermeti, ad aprire i lavori con il benvenuto alle aziende che, nonostante il momento difficile, hanno scelto di essere presenti in fiera. “È vero, è una fase complessa - ha detto - ma siamo qui per offrire prospettive e interpretare mercati che cambiano velocemente e traumaticamente”. Ermeti ha indicato India, Africa e l’area Mercosur come le nuove geografie da presidiare e ha sottolineato la necessità di costruire strumenti concreti per affrontare l’incertezza sistemica che paralizza la programmazione delle imprese. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Camera di Commercio, Massimo Guasconi: “Il 2025 non va letto in rapporto al 2024, che è stato un anno straordinario, quasi drogato. Il confronto più onesto da fare è con il 2023 e i risultati sono stati in linea. Ma in questo 2026 il contesto è profondamente mutato, tra dazi e complessi scenari internazionali”.
L'assessore regionale Leonardo Marras, il sindaco Alessandro Ghinelli e il senatore Maurizio Gasparri
Arezzo e il mondo
In fiera si contano 350 espositori, con una netta prevalenza italiana: 84% contro il 16% di aziende straniere. I buyer internazionali ospitati grazie alla sinergia con Ice Agenzia sono oltre 350, provenienti da quasi 60 paesi, ai quali si aggiungono più di 100 buyer italiani. La geografia della domanda rispecchia le ambizioni di diversificazione: gli Stati Uniti guidano la classifica delle provenienze, seguiti da Romania, Hong Kong, Polonia, Messico, Argentina e Marocco, a conferma dell'interesse a intercettare mercati emergenti e non tradizionali. Maurizio Forte, direttore centrale per i settori dell’export di Ice Agenzia, ha confermato l’impegno dell’ente: “Stiamo costruendo progetti nel mondo con Federorafi. L’obiettivo è consolidare il mercato americano, presidiare le grandi fiere internazionali e studiare le trasformazioni in atto”.
Novità 2026 è Precious Fashion, la nuova area espositiva dedicata al gioiello moda e ai componenti per accessori, che allarga il perimetro tradizionale della manifestazione verso segmenti con dinamiche e pubblici differenti. Il programma convegnistico è fitto e calibrato sulle urgenze.

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La politica risponde
Maurizio Gasparri, presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, ha indicato nel corpo diplomatico italiano uno strumento da orientare efficacemente a supporto dell’export: “Le ambasciate devono fare uno sforzo coordinato al servizio delle imprese, con attenzione specifica ai nuovi mercati e all’alto di gamma”. Il sindaco Alessandro Ghinelli ha richiamato il radicamento storico del comparto: “L’oro è un elemento identitario di Arezzo dai tempi degli etruschi. Nei momenti difficili bisogna reagire. Le istituzioni devono dare il massimo supporto alle imprese, ma occorre anche guardarsi dentro e cambiare attitudini: più innovazione e diversificazione. Gli aretini nei momenti difficili hanno sempre reagito bene”. Alessandro Polcri, presidente della Provincia, ha ricordato l’impegno nella formazione: "Il valore umano è fondamentale. Non possiamo permetterci di perdere maestranze qualificate”. L’assessore regionale all’economia Leonardo Marras ha sottolineato che “il distretto orafo è la punta di diamante dell'export toscano. Il 2024 è stato un anno straordinario e Arezzo si è distinta come la città più internazionalizzata del Paese grazie al valore dell'export sul pil. Le conseguenze di alcune scelte politiche hanno causato incertezze e aumento dei costi. Occorre diversificare e innovare”. “L’alta presenza di aziende in fiera è indicativa”, ha sottolineato Ferrer Vannetti, presidente di Arezzo Fiere e Congressi, sintetizzando con un’immagine quello che ritiene sia il vero umore degli imprenditori: “Vedono l'alba dentro l'imbrunire".
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