Arezzo
Franco Ubaldo Balò, aveva 87 anni
Addio a Franco Ubaldo Balò figura di spicco del volontariato di Arezzo e del territorio. Aveva 87 anni. Si è spento venerdì 24 aprile e a dare annuncio della sua scomparsa è stato il Ceis, Centro di Solidarietà di Arezzo Ets di cui era il presidente.
Una realtà impegnata nel tessuto sociale fin dal 1983 per prendersi cura di persone con problemi di dipendenza e di emarginazione.
Volontario fin dal 1984, coinvolto nel progetto dalla moglie Paola (la giornalista Annamaria Berni) e dal fondatore Don Enrico Trabalzini, Franco Ubaldo Balò dopo la morte di Trabalzini nel 1992 fu acclamato presidente.
Una lunga attività segnata, come ha rimarcato la direttrice generale Emilia Crestini da "onestà, senso di responsabilità ed adesione al valore della solidarietà".
Il funerale di Balò sarà celebrato oggi, sabato 25 aprile, nella chiesa di Santa Maria Assunta a Civitella in Val di Chiana, alle 16. Il paese dove era nato il 27 ottobre 1938, dove ha vissuto e dove è deceduto.
Il suo impegno, viene ricordato, è stato rivolto ai più bisognosi. Poco incline alle luci della ribalta, schivo, umile.
"Ha gestito il CSA - scrive Crestini - con la saggezza del buon padre di famiglia, mettendosi in gioco sempre, anche a livello personale, affrontando momenti difficili e spaventosi. Credeva nell'unione, nella comunità. Professava l'umiltà, la mediazione, il dialogo, l'incontro".
Sotto la sua presidenza sono cresciute strutture e sono state recuperate persone tra Arezzo, Città di Castello (Pg), Grosseto, Abbadia San Salvatore (Si). Un'opera di cura, ascolto, conforto e dignità.
"Una moltitudine di uomini e donne. Tanti da lì hanno spiccato il volo. Altri si sono fermati il tempo di rifocillarsi e ricevere un abbraccio. Che sembra poco, ma per alcuni in particolare ed in questo tempo lungo di miseria, è ricchezza infinita. Altre vite ci sono sfuggite tra le mani".
Nel corso del tempo, scrive Crestini, Franco è stato "padre di oltre 10.000 persone". E ancora: "Se il Centro di Solidarietà di Arezzo è oggi una delle realtà più solide e stimate, punto di riferimento a livello nazionale, è grazie a lui".
Ora l'associazione raccoglie l'eredità morale e operativa di Balò: "Continuiamo a operare sulla scia che ha tracciato, nel solco dove si seminano speranze. Gli succede Roberto Mechini, un altro volontario da lui designato. Siamo vicini ai figli, siamo parte della famiglia".
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