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POLITICA

Il patto di Castiglion Fiorentino, la candidatura di Comanducci a sindaco e il toto vice sindaco

Il centrodestra e la scelta sull'imprenditore arrivata "fuori comune"

Francesca Muzzi

10 Marzo 2026, 09:44

L'accordo a Castiglion Fiorentino

L'accordo a Castiglion Fiorentino

Marcello Comanducci, 52 anni, è il candidato a sindaco del centrodestra.

L’investitura al termine di un incontro che si è svolto domenica nel tardo pomeriggio a Castiglion Fiorentino e ufficializzato dallo stesso Comanducci con un post sul proprio profilo: “È tempo di responsabilità e di passare ai fatti. Arezzo merita direzione, concretezza e visione. Ora tutti al lavoro”.

Intorno al tavolo tutte le componenti del centrodestra: accanto al candidato a sindaco Gianfrancesco Gamurrini per le liste civiche, con loro l’avvocato Piero Melani Graverini, Lucia Tanti, Sandro Sarri di Ora, Francesco Macrì di Fratelli d'Italia insieme ad Alberto Merelli, Bernardo Mennini e Leonardo Benigni per Forza Italia, Alessio Alterini per la lista Arezzo al Centro, Mario Agnelli per la Lega, Marco Casucci e Sonia Rosini di Noi Moderati.

Alla fine ha prevalso la linea di pensare ai progetti e alle idee”, dice Marcello Comanducci. “Le forze politiche del centrodestra hanno creduto nel nostro progetto. La lista civica resta un punto di partenza e giovedì, all’hotel Continentale ci sarà l’ulteriore incontro con chi vorrà far parte della nostra squadra”.

Se sono emozionato? - riprende Comanducci - la politica è impegnativa e non facile, ma ho tanto entusiasmo per la mia città”.

Se gli chiediamo se questa non sia già una vittoria, dopo il dietro front di Fratelli d’Italia, la candidatura di Sugar, la discesa in campo all’inizio solitaria di lui e Gamurrini, Comanducci risponde: “Non sono affatto un tipo rancoroso. Anzi mi è dispiaciuto che Beppe Angiolini si sia ritirato, perché è sempre ben accetto chi ha voglia di spendersi per la sua città. Ora però è il momento di andare avanti”.

Intanto il tavolo di Castiglion Fiorentino - 13 componenti - ha azzerato quelli che erano i personalismi e i mal di pancia. Già ieri mattina Fratelli d’Italia Arezzo aveva dato il suo benestare: “È necessario azzerare ogni ambizione personale e mettere da parte il balletto su chi farà cosa, tra vice sindaci, assessorati e altre poltrone. La fase che si apre per Arezzo richiede infatti un livello di responsabilità più alto. Dopo dieci anni di governo della città si chiude un ciclo e si apre una stagione nuova che non può essere affrontata limitandosi alla scelta di un nome. Serve una visione chiara del futuro della città. In questo quadro Fratelli d’Italia ribadisce che non c’è alcun pressing su Gianfrancesco Gamurrini, che rappresenta una risorsa per tutto il centrodestra. Siamo certi che potrà dare un contributo importante in questa fase elettorale, anche attraverso la lista o le liste che fanno riferimento a Marcello Comanducci, e auspichiamo che possa essere protagonista anche nella prossima stagione di governo della città. Il lavoro di confronto con gli alleati e con le realtà civiche è già iniziato”

E sempre ieri il vice sindaco Lucia Tanti aveva dichiarato: “Il centrodestra sa tenere insieme tutti valorizzando la pluralità delle personalità. In poche parole: più siamo e meglio stiamo, perché ognuno porta in dote esperienze, energia e idee. La priorità è il progetto per Arezzo e su questo siamo sempre stati tutti assolutamente d’accordo. E per me basta”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il concetto espresso da Forza Italia attraverso le parole del coordinatore provinciale Bernardo Mennini e di quello comunale Leonardo Benigni: “Forza Italia è stata profondamente impegnata in questi giorni per unificare il centrodestra e favorire una candidatura unitaria e condivisa. Siamo la più grande lista civica d'Italia e pertanto guardiamo con attenzione e favore a tutti i movimenti civici. Condividiamo quanto espresso circa l'importanza di coinvolgere le realtà civiche e abbiamo la stessa considerazione sulla figura di Gianfrancesco Gamurrini”.

Interviene anche Cristiano Romani di Futuro Nazionale: “Siamo molto contenti che Comanducci sia il candidato del centrodestra. È una soluzione che abbiamo auspicato, favorito e dichiarato pubblicamente. Con orgoglio rivendichiamo la bontà di questa operazione politica in favore di Arezzo. Gli aretini lo sanno”.

Ma come si snoda adesso lo schema del Centrodestra. Quattro i punti cardini della partita. Il primo è il ruolo di vice sindaco. La candidatura di Comanducci - area civica - rimette la palla a Fratelli d’Italia sulla scelta del numero 2 a palazzo Cavallo. Da qui non è passata affatto inosservata la presenza di Piero Melani Graverini al quale, in un primo momento, era stato chiesto di rappresentare il centrodestra come candidato a sindaco. E se fosse proprio lui la scelta sul vice sindaco in questa partita? Mentre il ruolo dell’attuale vice sindaco, Lucia Tanti, sarebbe quello - come detto più volte - di presidente del Consiglio comunale.

E quello di Gianfrancesco Gamurrini indicato all’inizio come vice sindaco di Comanducci? Se il suo ruolo non sarà più quello di vice - passo indietro - ne avrà, presumibilmente, un altro. Magari come assessore. Ipotesi, per il momento. Prima c’è da vincere la partita.

In campo dunque: Marcello Comanducci per il centrodestra, Vincenzo Ceccarelli per il centrosinistra, Marco Donati Scelgo Arezzo, Con Arezzo, Noi, Oggi per domani, Più Arezzo, Michele Menchetti lista Indipendente Per Arezzo e la candidata o candidato di Alternativa Comune che rappresenta la Sinistra radicale. Tra questi - salvo ulteriori colpi di scena - il nuovo sindaco di Arezzo che avrà il compito di governare fino al 2030.

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