CALCIO SERIE C
I tifosi dell'Arezzo
L’Arezzo va in fuga. Nel derby contro il Pontedera basta l’autorete di Biagini, propiziata dal tiro di Renzi, tornato finalmente in campo dopo un lungo calvario dell’infortunio che lo avevo tenuto fuori da ottobre, per vincere e andare a +4 dal Ravenna. Si tratta della seconda vittoria consecutiva dopo quella della scorsa settimana a Forlì, e del quarto risultato utile di fila per il club amaranto.
La prima del 2026 al Comunale si apre con la spettacolare coreografia della Minghelli, che ricorda i trent’anni dalla nascita del gruppo Ultras Arezzo. Per il campo: esordio da titolari per due nuovi volti portati dal mercato, Ionita e Coppolaro; si rivede in panchina Dezi, mentre è assente Iaccarino, che si aggiunge agli squalificati Gilli, Mawuli e Ravasio.
Il Pontedera di Banchieri è una squadra ordinata, che cerca attraverso le geometrie dell’esperto Caponi. Il primo squillo della gara è degli ospiti: conclusione dal limite di Manfredonia deviata in angolo dalla difesa. Sugli sviluppi del corner, la difesa dell’Arezzo regge bene i tiri di Cerretti e Faggi. La partita è molto contratta: ne risentono i ritmi del match, con il gioco nei primi venti minuti che rimane spesso fermo. Sfortunato De Col: a causa di uno scontro di gioco, al 17’ deve lascia il campo; al suo posto torna in campo Alessandro Renzi. Per gli amaranto, il filtro del gioco è il centrocampo: le due mezze ali Ionita e Cherico devono allacciare la fase difensiva e offensiva, permettendo di far fluire il gioco sulle fasce. Questa tattica diventa una costante fatale per il Pontedera al minuto ventisette: Renzi riceve la sfera sulla parte destra della trequarti avversaria, si accentra e dai trenta metri calcia in porta. La traiettoria della palla, rasoterra, colpisce il palo alla destra di Biagini; ma non finisce qui: il rimbalzo la spedisce sulla schiena del portiere granata, facendola terminare in rete. Vantaggio Arezzo. Renzi non scendeva in campo, a causa dell’infortunio, da ottobre, ovvero dalla partita col Gubbio. Il gol vivacizza il Cavallino che prima dello scadere tenta di creare due occasioni per raddoppiare, ma Pattarello prima, e Tavernelli poi - non riescono a inquadrare la porta con le rispettive conclusioni.
La ripresa vede l’Arezzo alzare il proprio baricentro, fatto che costringe il Pontedera a giocare, molto spesso, nella propria metà campo schiacciato. Manfredonia tenta di spezzare il dominio nel possesso amaranto con un tiro quasi da centrocampo, che finisce abbondantemente alto. Anche in questa frazione di gioco, ci sono almeno 15 minuti in cui accade poco nulla, con l’Arezzo che non riuscendo a raddoppiare, si accontenta di amministrare. Intorno al sessantesimo il primo brivido della ripresa con il mancino in area di Scaccabarozzi, che finisce a lato. Quattro minuti dopo, esordio per Arena: l’ex Pisa in campo al posto di Pattarello. Il Pontedera tenta di utilizzare i piazzati per creare occasioni, ma la retroguardia amaranto è pressoché invalicabile. Il triplice fischio decreta la nuova fuga dell’Arezzo in classifica: 46 punti contro i 42 del Ravenna. E ora la marcia deve continuare senza più intoppi, già dalla prossima partita, in programma venerdì a Pesaro contro la Vis.
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