Calcio serie C
Vis Pesaro - Arezzo
In questa fase della stagione, è vietato fare passi falsi. Gennaio ha un'abitudine spietata: comprime le classifiche, riduce i margini tra le squadre e moltiplica i problemi. Ti misura.
Fin qui, però, i numeri stanno dalla parte dell'Arezzo: sei punti in due partite, con i successi su Forlì e Pontedera.
Adesso la traiettoria non è “conservare” il primato, ma provare a dare un colpo ulteriore alla classifica, aumentando il vantaggio sul Ravenna, oggi a quattro punti. Non gestire: spingere. Per tenere vivo il sogno Serie B e, soprattutto, renderlo concreto.
L'Arezzo per riuscirci, dovrà superare una delle prove più ostiche del calendario: battere questa sera alle 20.30 la Vis Pesaro allo stadio "Benelli", palcoscenico in cui il Cavallino non trova i tre punti - in campionato - da quasi sessant'anni (1968). Al seguito della squadra circa 320 tifosi. La partita aprirà la ventiduesima giornata e sarà visibile in chiaro su Amaranto Channel.
Nella conferenza di presentazione dell'incontro, il tecnico dell'Arezzo Cristian Bucchi abbassa la retorica e alza il livello di attenzione: “Serve una prova di maturità”. Strappo? Fughe? Non ci sono. Dobbiamo restare agganciati alla realtà: dall'inizio del campionato siamo sempre stati lì. Dobbiamo fare risultato per proseguire il percorso importante che stiamo facendo. Lavoriamo con consapevolezza, umiltà e serenità.
Poi il duello con Roberto Stellone, ex della partita: Bucchi lo ha battuto una sola volta, nell'andata al Comunale decisa dalla rete di Ravasio. Anche qui, nessun giro di parole: “Ci aspetta una partita difficile. Hanno una rosa forte e un allenatore preparato. Sarà una battaglia: tanti duelli, anche individuali. Dovremo essere bravi a tenere la partita 'in piedi' dal punto di vista agonistico e a trovare le nostre combinazioni. Il sintetico accelera tutto, rende il gioco più rapido. Siamo convinti di poter fare una grandissima partita”.
Capitolo formazione, Bucchi ha le idee chiare: “Ho già deciso e parlato con i ragazzi: non esistono titolari e riserve. Mancano 16 partite, rispetto all'andata adesso ci sono ossatura e appartenenza, quindi gioca chi sta bene. L'ho promesso”.
Il tecnico fa il punto anche sul fronte infermeria: “De Col non ha nulla di grave, ma inevitabilmente dovrà fermarsi un po'. Non ci sarà Perrotta per un lutto familiare. Iaccarino resterà fuori ancora una settimana, dieci giorni. Il rientro di Gilli, Mawuli e Ravasio ci dà energia pura”.
Infine il mercato e ultimo innesto: Bucchi delinea il profilo del calciatore che manca al fine di completare la rosa: “Se ne occupa il direttore Cutolo. Avevamo valutato un giocatore diverso per caratteristiche rispetto agli altri: un po' meno centrocampista puro, ma non un attaccante. Uno che possa adattarsi a più situazioni di gioco”. Identikit che fa pensare a Matteo Cortesi del Carpi.
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