CORRIERE DI AREZZO 1985-2025
Il Giro d'Italia sulla salita di Anghiari
Era il 15 maggio del 2016 e la tappa del Giro d’Italia Foligno-Arezzo regalò un grande spettacolo agli aretini di città e provincia che da allora, la Carovana Rosa, l’hanno rivista solo passare e mai più – fino adesso – fermarsi. Il merito di avere portato il grande ciclismo ad Arezzo fu di Pasquale Morini, patron della Marconi Arredamenti che nella nostra provincia riusciva a fare arrivare anche la Tirreno-Adriatico.
Fu spettacolare quella tappa, con il Gran Premio della Montagna sullo sterrato di Poti e prima ancora la salita di Anghiari. Che giornate bellissime e colorate di rosa quelle. Ricordi lontani e quasi sbiaditi.

Il traguardo su via Ricasoli lo tagliò per primo Gianluca Brambilla che si ricorderà di Arezzo.
Il giorno dopo, il Corriere di Arezzo scriveva: “Arezzo e gli aretini si ricorderanno del Giro. Cambia la maglia rosa sul traguardo di via Ricasoli. Il corridore della Ettixx - Quick - Step si prende tutto: tappa e classifica. E Arezzo si gode una festa baciata dal sole e da migliaia di tifosi lungo tutto il percorso. Da Monterchi fino al Duomo di Arezzo passando soprattutto per lo sterrato di Poti. La festa è rosa. La città dà il meglio di sé e le immagini Rai confermano ciò che alla vigilia l’assessore Tanti – a quel tempo assessore allo sport - aveva dichiarato: ‘Gli aretini hanno già vinto la loro maglia rosa’. È il Giro di tutti. Ma soprattutto è il Giro di Pasquale Morini.”
“Colui che a luglio - si legge sul Corriere di quel giorno - appena insediata la nuova amministrazione (2015 ndr), disse: ‘Ci sarebbe la possibilità di portare una tappa del Giro d’Italia’. Detto, fatto e vinto. Pasquale Morini, come è nella sua indole - in quel giorno di Giro - lasciò la scena agli altri. Nemmeno salì sul palco. Rimase al box riservato alle autorità insieme all’amico Pilade Nofri. ‘Sapete come mi sento ora? - dichiarava - Come i ciclisti che hanno appena finito la tappa’. ‘Stanco, ma felice e soddisfatto’.”
E ancora in quel maggio 2016 il Corriere riportava: “Il tempo ci ha assistito - dichiarava Morini - E sono davvero contento. Penso che in tanti non si rendevano conto di ciò che il ciclismo e il Giro d’Italia in particolare possono regalare. Di quante emozioni si possono provare a vedere una tappa”. E quella di Arezzo sarà indimenticabile anche per il vincitore Brambilla.
“È stato bello che abbia vinto un italiano e poi Gianluca (Brambilla ndr) è davvero un bravo ragazzo. Avere conquistato la maglia rosa ad Arezzo è un’ulteriore pubblicità, perché ogni volta che si parlerà della sua maglia rosa si ricorderà la nostra città”.

“Scorrono ancora le immagini sul maxi schermo di Arezzo e Morini sottolinea: ‘Guardate qua che meraviglia, penso che anche per la città sia stata una grande grandissima pubblicità’”. E mentre i titoli di coda scorrevano sul Giro d’Italia, chiedemmo a Morini: e adesso? Lui ci rispose: “Adesso devo lavorare”, aggiungendo in quel giorno di maggio: “Il sindaco Ghinelli avrebbe il sogno di portare i Mondiali ad Arezzo. Chissà che un giorno non si possa avverare anche se questo resta solo un grande sogno”.
Così come è rimasto, dieci anni dopo quella strepitosa tappa che portò in cima alla salita di Poti, dedicata proprio in quella settimana al grande Marco Pantani, un fiume di gente che nei giorni a seguire transitavano ancora sullo sterrato. Ma come tutte le cose belle, anche il ciclismo, nonostante qua sia terra di campioni – l’ex Ct della Nazionale Daniele Bennati, tanto per citarne uno – dopo quella magica tappa rivolse il suo muso altrove.
Di tappe di Giri d’Italia in questi anni nemmeno l’ombra, così come di eventi legati allo sport più affascinante di sempre. E così la nostra provincia si è consolata con le ciclostoriche, belle bellissime, con i passaggi del Giro, come accaduto a maggio del 2025 dalla Valdichiana, ma ora avrebbe anche sete di un po’ di sport agonistico. Di grandi eventi. Che come quel giorno portarono Arezzo sulle tv nazionali con uno spettacolo unico.
Servono soldi per avere una tappa. Ma ciò che poi lascia sono immagini bellissime come quella dei corridori sulla salita di Anghiari. L’augurio è una speranza di rivedere Arezzo tutta vestita di rosa. Una città e le sue quattro vallate che lo meritano di sicuro.
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