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CALCIO SERIE C

Anche il mercato dell'Arezzo è da serie B

Il confronto con le inseguitrici Ravenna e Ascoli

Riccardo Buffetti

04 Febbraio 2026, 00:56

Nello Cutolo,

Nello Cutolo, direttore sportivo dell'Arezzo

Terminata la sessione invernale, il primo verdetto non arriva dal campo ma dai tavoli delle trattative. E oggettiva un dato: Arezzo ha fatto un mercato da categoria superiore.

Non per la quantità di operazioni, ma per la loro qualità, per il tempismo del diesse Nello Cutolo e per una logica complessiva chiaramente funzionale alla rosa.

Il club amaranto ha usato gennaio non per tappare falle, ma per irrobustire una struttura già solida. Sei innesti per alzare il livello con profili pronti, abituati a campionati pressanti e capaci di incidere subito o di garantire alternative nei momenti decisivi, insieme ad un paio di investimenti di prospettiva.

Nel reparto arretrato, Mauro Coppolaro è già diventato un perno del progetto; Matias Casarosa è una scommessa giovane ma interessante, soprattutto per la duttilità da centrale-terzino. E l’ultima operazione, Gianluca Di Chiara, è quasi un manifesto: un giocatore che arriva direttamente dalla serie B, con alle spalle promozioni, pressioni gestite e spogliatoi pesanti. Una scelta pensata per fare bene da subito.

A centrocampo, Arthur Ionita è il colpo chiave: instancabile, già rodato, sta portando fisicità ed esperienza. Poi Matteo Cortesi e Alessandro Arena: il primo conosce bene la categoria e, con il Carpi, aveva chiuso con 6 reti e 6 assist, portando fantasia e imprevedibilità; Arena, invece, garantisce una staffetta di qualità con Pattarello.

Tradotto: Bucchi oggi ha una rosa che può reggere rotazioni, cali fisici e partite sporche. Dettagli che da febbraio in poi, ovvero quando la pressione sale e i punti pesano, spesso fanno la differenza.

In uscita: via Meli, Dell'Aquila e Arena.

In questo quadro anche le concorrenti hanno provato a rispondere, ma con strategie diverse. Il Ravenna, secondo e a sette punti dall’Arezzo, ha consegnato a Marchionni quattro innesti per tentare di accorciare: il portiere Poluzzi, nello scambio con il Sudtirol che ha portato al nord l’ex amaranto Borra; Bani dal Mantova per la linea arretrata; e in attacco Italeng e Fischnaller. Ma sono usciti tre calciatori che facevano parte del gruppo solido: Luciani, Ilari e Zagré.

Diverso il discorso dell’Ascoli, terzo e a dieci lunghezze dalla capolista. I marchigiani hanno ragionato soprattutto in prospettiva, blindando Gabriele Gori e Tommaso Milanese fino al 2029 trasformando i prestiti in arrivi definitivi. L’unico volto nuovo è Galuppini dal Mantova, profilo offensivo. Scelte conservative, figlie della volontà di non toccare troppo meccanismi già rodati, ma che fin qui non hanno spostato la corsa alla cadetteria.

Insomma: il messaggio più forte al campionato lo ha lanciato l’Arezzo. Gli amaranto hanno chiuso gennaio da capolista e ne sono usciti ancora più solidi, anche nei numeri: 13 punti sui 15 disponibili. Un segnale chiaro alle inseguitrici: non ci sarà spazio per aspettare passi falsi altrui. Qui si prova a vincerla davvero. A partire da domenica, nella prima partita post mercato: al Comunale arriva la Pianese alle 17.30.

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