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L'operazione

Arezzo, sgominata la banda dei furti di rame e attrezzi agricoli: arrestati in quattro. In pochi mesi 35 colpi

Ecco come i carabinieri sono riusciti a incastrare i malviventi finiti in manette nelle province di Arezzo e Torino

11 Ottobre 2024, 01:52

rame

La banda rubava rame e attrezzi agricoli (foto di archivio)

Sgominata la banda dei furti di rame e attrezzi agricoli. Quattro persone sono state arrestate nelle province di Arezzo e Torino al termine di un’articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Savona. Sono stati i carabinieri liguri, con il supporto dei comandi territorialmente competenti, a dare esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere. I 4 sono ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso, di ben 35 furti di attrezzature agricole e ingenti quantitativi di cavi elettrici in rame, commessi in vari comuni nelle province di Savona, Cuneo, La Spezia e Varese, da maggio 2023 a febbraio 2024. 

Dopo una serie di furti i carabinieri hanno intensificato le indagini che hanno consentito di individuare un gruppo criminale composto da cittadini stranieri di origine romena, stabilmente residenti nelle province di Torino ed Arezzo, dedito alla commissione di furti, in particolare di attrezzature agricole custodite in capannoni e terreni, nonché in varie occasioni di ingenti quantitativi di cavi elettrici in rame asportati all’interno di stabilimenti industriali dimessi. Grazie all’attento monitoraggio dei soggetti individuati, i Carabinieri della Compagnia di Savona nello scorso mese di febbraio avevano già arrestato in flagranza di reato tre persone nel comune di Quiliano. In quell’occasione, i militari avevano fermato tre uomini che, dopo aver forzato un cancello, si erano introdotti in un terreno agricolo con un furgone cassonato e avevano rubato diverse attrezzature tra scavatore, motozappa, tagliasiepi, ecc., per un valore di circa 90.000 euro.

Per il trasporto delle attrezzature asportate, i tre malviventi avevano utilizzato il loro mezzo e avevano rubato anche un furgone nello stesso terreno. I tre indagati fermati avevano sin da subito evidenziato una certa “professionalità” nel loro settore criminale, infatti, avevano scelto con cura un obiettivo particolarmente remunerativo da colpire e, per assicurarsi la fuga e depistare le indagini, avevano applicato sul loro furgone e su quello rubato delle targhe posticce (successivamente risultate oggetto di furto), in modo da ingannare le telecamere di videosorveglianza presenti nei vari punti del loro percorso.
Dopo aver fermato i soggetti, i carabinieri avevano rintracciato il proprietario del terreno, che prima ancora di essersi accorto di essere stato vittima di un furto di ingente valore, si è visto riconsegnare tutti i beni di sua proprietà. Nel prosieguo dell’attività investigativa i militari hanno ricollegato la stessa banda ai 35 furti.

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