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Arezzo

Scaricò in mezzo alla strada la sua pecora uccisa dal lupo: l'allevatore non ha commesso reati, caso giudiziario archiviato

La clamorosa protesta sulla rotatoria di piazza Guido Monaco, il comitato: "Era esasperato per gli attacchi del predatore"

Luca Serafini

01 Gennaio 2026, 08:15

Matteo Contena

Matteo Contena

Scaricò una pecora sbranata e uccisa dal lupo in mezzo alla strada, sulla rotatoria di piazza Guido Monaco ad Arezzo: l'autorità giudiziaria ha archiviato il procedimento contro Matteo Contena, l'allevatore. Era esasperato dai ripetuti attacchi del predatore al suo gregge e mise in atto quella protesta: caricata su un mezzo la carcassa dell'animale, raggiunse la città e la depositò sulla strada.

Era il 6 marzo 2024, il fatto suscitò clamore e accese i riflettori sul controverso tema lupo, portato avanti dal Comitato Resistenza Pastorale. Per l'iniziativa in sé e per non aver seguito quando gli chiedeva la polizia municipale intervenuta in Guido Monaco, Contena rischiava il processo. In attesa di conoscere nel dettaglio le carte giudiziarie intanto, riferisce il comitato, il caso è chiuso: "Non era provocazione, era disperazione", " finalmente arriva un po’ di giustizia".

"Quell’azione, tanto discussa quanto strumentalizzata, non è mai stata una provocazione fine a se stessa, ma un atto di denuncia civile: la voce di un allevatore che ha scelto di mettere al centro le sue pecore, il loro dolore e la loro sofferenza quando cadono sotto le fauci dei lupi, sentimenti e fatti troppo spesso ignorati. Matteo Contena, come tanti allevatori seri e responsabili, vive quotidianamente con i suoi animali, li accudisce, li protegge, ne conosce i bisogni e ne garantisce il benessere. Le pecore non sono numeri né “danni collaterali”: sono esseri viventi che ricevono cure, attenzioni e rispetto da chi le alleva con coscienza e dedizione, anche se molte voci vogliono far credere il contrario".

Al contrario, sottolinea il comitato, "gli attacchi dei lupi causano sofferenze atroci agli animali allevati: morti, ferite profonde, agonie prolungate, stress continuo per greggi costrette a vivere sotto una minaccia costante e, peggio ancora, rinchiuse h24 in stalla – perché se è vero che la natura del lupo è predare, è altrettanto vero che non è nella natura della pecora stare rinchiusa senza poter pascolare liberamente. Parlare di benessere animale senza affrontare seriamente questo problema significa voltare le spalle alla realtà".

Cani da guardiania e recinzioni anti-lupo, dicono gli allevatori "fanno parte delle nostre realtà, ma molto spesso tutto questo non è sufficiente a proteggere interi greggi dislocati su molti ettari".

Tornando alla decisione dell'autorità giudiziaria: "L’archiviazione del caso Contena rappresenta non solo una vittoria personale, ma un segnale importante: difendere il proprio lavoro, i propri animali e denunciarne la sofferenza non è un reato. È un diritto, e in molti casi un dovere morale. Il Comitato Resistenza Pastorale esprime quindi piena solidarietà a Matteo Contena e a tutti gli allevatori che, spesso in solitudine, continuano a prendersi cura dei propri animali e del territorio, chiedendo solo di essere ascoltati e rispettati".

Il comitato ringrazia l’onorevole Pietro Fiocchi "che fin da subito ha mostrato solidarietà e appoggio a Matteo Contena, offrendo, anche, a titolo gratuito, il suo ufficio legale. Un gesto e un impegno non solo simbolico ma reale e concreto di vicinanza e comprensione verso una categoria troppo spesso dimenticata e di cui si sottovaluta l’importanza".

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