Toscana
Il freddo prezioso per combattere la mosca dell'olivo
Mentre le città fanno i conti con mattinate ghiacciate e temperature sotto zero, nelle campagne toscane il freddo viene osservato con uno sguardo diverso. Non come una minaccia, ma come un passaggio naturale, quasi necessario. È questo il messaggio che arriva da Fedagripesca Toscana, la federazione che rappresenta le cooperative agricole e della pesca di Confcooperative Toscana. Per gli agricoltori, spiega, l’inverno che segue il suo corso non è un nemico da temere. Al contrario, quando il freddo arriva nel periodo giusto dell’anno e senza eccessi, svolge una funzione preziosa per l’equilibrio delle colture. Neve, ghiaccio e basse temperature non danneggiano le piante che non sono ancora entrate nella fase di ripresa vegetativa, ma contribuiscono a mantenere un assetto naturale che l’agricoltura conosce da sempre. La distinzione, sottolineano dalla federazione, è fondamentale: da un lato i disagi per i cittadini, dall’altro le esigenze dei campi. Un inverno vero, come quello a cui forse non eravamo più abituati prima degli effetti più evidenti del cambiamento climatico, aiuta le coltivazioni a prepararsi alla stagione successiva senza forzature.
C’è poi un aspetto spesso sottovalutato, ma centrale per molte produzioni agricole toscane: il controllo naturale dei parassiti. Le basse temperature invernali rappresentano un freno efficace alla diffusione di insetti dannosi, primo fra tutti la mosca dell’olivo. Un problema che negli ultimi anni ha inciso pesantemente sia sulle quantità raccolte sia sulla qualità dell’olio, come dimostrato dall’ultima annata, segnata da cali produttivi e da criticità legate proprio all’elevata presenza del parassita. Il freddo, in questo senso, diventa un alleato silenzioso. Riduce la pressione degli organismi nocivi e affianca il lavoro delle aziende agricole e delle cooperative con un’azione di difesa naturale che nessun trattamento può sostituire completamente. L’auspicio di Fedagripesca Toscana è chiaro: che l’inverno prosegua senza anomalie, evitando quei colpi di coda primaverili e quelle gelate tardive che, al contrario, potrebbero colpire duramente la vegetazione nel momento della ripresa. In uno scenario climatico sempre più instabile, il ritorno a stagioni riconoscibili non è nostalgia, ma una necessità produttiva. Perché, ricordano dal mondo agricolo, quando il freddo arriva nei tempi giusti, il gelo non fa paura. Anzi, diventa una risorsa concreta per proteggere i campi, salvaguardare le produzioni e ristabilire quell’equilibrio che l’agricoltura continua a cercare, stagione dopo stagione.
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