Il caso
Uno splendido esemplare di lupo
La presa di posizione del Comitato Emergenza Lupo su quella che considera la pericolosa proliferazione dei predatori ha scatenato, come era prevedibile, il dibattito in rete. Diverse le repliche fortemente critiche nei confronti del Comitato. Il profilo Wwf Nucleo Cinofilo Antiveleno chiede: "A quale titolo parla il Comitato Emergenza Lupo? Che qualifiche ha per parlare di lupi e rogna? Inoltre, il termine sovrappopolazione non esiste per una specie come il lupo, predatore all’apice della catena alimentare: il numero della popolazione dipende dal numero delle prede disponibili. La vera emergenza è il fenomeno dei bocconi avvelenati, ormai diffuso in tutta la provincia di Arezzo, e a Caprese Michelangelo sono anni che si verificano episodi di avvelenamento di cani, gatti e fauna selvatica". Fortemente critica anche la posizione di Donato Marmorini. Al di là delle valutazioni sull’articolo (che riporta le posizioni del Comitato, non certo quelle dell’autore del servizio, come ampiamente ripetuto nel testo), Marmorini spiega che "la rogna è una malattia che colpisce tutti i canidi: cani, volpi e lupi. Essendo una malattia diffusa, immagino che negli anni, anche a Caprese, qualche cane sia stato colpito dalla rogna; per cui non sono certo stati i lupi a portarla. Anzi, visto che si trasmette per contatto diretto o indiretto nell’ambiente, potrebbero essere stati i lupi ad averla presa da qualche cane".
Polemica senza fine tra favorevoli e contrari al controllo della popolazione dei lupi
Frontale l’attacco al Comitato: "Scrive di non voler fare allarmismo sulla popolazione, ma tra le righe si dice che può colpire anche l’uomo. In realtà un solo tipo di rogna è considerato trasmissibile, comunque in rari casi, all’uomo, ed è quella sarcoptica (scabbia)". E ancora: "Si accusa il lupo di diffondere agenti patogeni con le feci… questa affermazione è semplicemente strumentale e ridicola. Tutta la fauna selvatica produce feci e caprioli, cervi, daini e cinghiali sono presenti sul territorio in numero decisamente molto maggiore dei lupi. La domanda che sorge spontanea è: questi animali non sono diffusori di agenti patogeni?". E ancora: "Il Comitato non parla del bracconaggio, che è in buona parte responsabile dell’uccisione dei 1.600 lupi morti negli ultimi cinque anni in Italia. Sia mai che qualcuno possa credere che qualche cacciatore si sentisse discriminato dal Comitato". Secondo Michele Mealli, il Comitato dovrebbe portare "prove scientifiche": "Non hanno alcuna competenza e non possono dire certe cose: è solo terrorismo mediatico".
Ma ci sono anche utenti che la pensano in maniera opposta. Secondo Marco Mereu: "Ci vuole un po’ di selezione, come fanno con caprioli e cervi". Mentre Silvia Praticolo ricorda "che stanno sparendo un sacco di gatti". Franco Giannini, invece, chiede agli altri utenti: "L’avete visto il servizio sui lupi a Rimini, dalle campagne fino alla spiaggia? È così un po’ dappertutto. Visto che volete loro tanto bene, andate sulle nostre più alte cime a portargli da mangiare. Le nutrie, i caprioli, i cervi e i daini sono quasi estinti e i cinghialini, oltre agli ovini dei pastori e ai nostri animali domestici, è giusto che servano come cibo per far proliferare i lupi?". Anche Giuseppe Proietto dice la sua: "Se non fossero in sovrannumero non scenderebbero a valle a cercare cibo. In ogni caso, quando ne vedete uno morto fotografatelo bene, evidenziando testa, coda, zampe anteriori e parte frontale. Potrebbe servire in futuro per capire perché lupi dell’Est Europa sono presenti in tutta Italia, mentre il progetto lupo era indirizzato a salvaguardare il lupo italiano. Chi li ha immessi? Perché? A quale scopo?".
Ancora una bella immagine di un lupo tra la neve
Opinioni alle quali si aggiungono i diversi like al documento del Comitato Emergenza Lupo a cui si oppongono gli smile dal sorriso ironico. Come già accaduto in passato, dunque, il tema divide profondamente lettori, cittadini e utenti social. L'articolo e i relativi video innescano anche una intensa polemica sulle possibili malattie: tra chi sostiene che siano state debellate e chi invece le considera pericolose anche per l’uomo. Un tema sul quale, per avere le idee più chiare, sarebbe sufficiente una ricerca in rete sui siti specializzati che si occupano di fauna e relative patologie.
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