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La rilevazione Istat

Amore senza confini, la Toscana che si sposa: un matrimonio su quattro con un partner straniero

Il Granducato guida la classifica delle unioni civili: 7,3 ogni 100mila residenti

Julie Mary Marini

19 Gennaio 2026, 13:40

Sposi

In Toscana un matrmonio su quattro con un partner straniero

Partendo dalla Toscana, il quadro che emerge dal nuovo rapporto Istat su matrimoni e unioni civili nel 2024 racconta un Paese sempre più attraversato da dinamiche multiculturali e da una geografia degli affetti che segue da vicino quella dell’insediamento straniero. La Toscana si colloca tra le regioni simbolo di questo cambiamento. Qui quasi un matrimonio su quattro, il 24,1%, vede almeno uno sposo straniero: un dato che la pone sul podio nazionale, alle spalle soltanto della provincia autonoma di Bolzano/Bozen e dell’Umbria. Non solo: la regione guida anche la classifica delle nuove unioni civili, con 7,3 unioni ogni 100mila residenti, il valore più alto d’Italia. Numeri che restituiscono l’immagine di un territorio aperto, attrattivo, segnato da una forte presenza internazionale e da una vitalità particolare nelle nuove forme di unione.

Sempre più le unioni dal sapore internazionale

Allargando lo sguardo al resto del Paese, nel 2024 sono stati celebrati complessivamente 29.309 matrimoni con almeno uno sposo straniero, pari al 16,9% del totale. Si tratta di una lieve flessione, l’1,4% in meno rispetto al 2023, ma la quota resta strutturalmente elevata nelle aree dove le comunità straniere sono più radicate. Nel Centro-Nord oltre un matrimonio su cinque coinvolge almeno uno sposo non italiano; nel Mezzogiorno, invece, questa tipologia di unioni scende al 9,9%, segnando un divario territoriale netto. A parte la Toscana, spiccano l’Umbria con il 24,6% e la provincia autonoma di Bolzano/Bozen con il 26,8%, che guida la graduatoria nazionale. All’estremo opposto si collocano Puglia e Sicilia, entrambe ferme all’8,6%, a conferma di come l’incidenza delle unioni “miste” rifletta fedelmente la distribuzione geografica delle popolazioni straniere. Sul fronte delle unioni civili, il dato nazionale è di 5 nuove unioni ogni 100mila residenti. Anche qui il profilo territoriale è molto marcato: il Centro registra il valore più alto (6,4), seguito dal Nord-ovest (6,1), dal Nord-est (5,1), mentre Sud e Isole restano distanti rispettivamente con 2,9 e 3,8. Dopo la Toscana, le regioni più dinamiche sono Lazio (6,8), Emilia-Romagna (6,3) e Lombardia (6,2), delineando un asse centrale e settentrionale come motore principale di queste nuove forme di unione.

A pesare in modo decisivo è il ruolo dei grandi centri urbani. Oltre un quarto delle unioni civili si concentra infatti nei dodici maggiori Comuni italiani. Roma guida questa classifica con il 7,1% del totale nazionale, seguita da Milano con il 6,1%, a testimonianza di come le grandi città continuino a funzionare da poli attrattivi, sia per la popolazione italiana sia per quella straniera. Anche nelle unioni civili si ritrova una componente internazionale significativa: il 18,1% coinvolge almeno un partner straniero. Il Nord-ovest tocca il picco del 19%, mentre il valore più basso si registra nelle Isole, con il 15,4%. Ma il dato forse più interessante riguarda la crescita dei cittadini italiani “per acquisizione”, cioè naturalizzati. Tra le unioni miste, quasi una su dieci (il 9,4%) coinvolge un partner italiano per acquisizione, una quota raddoppiata rispetto al 2018. Anche tra le unioni tra due partner formalmente italiani, quelle in cui almeno uno è cittadino per acquisizione arrivano al 4,7%, un valore quasi triplicato in sei anni. I numeri Istat restituiscono l’immagine di un’Italia in cui le scelte affettive e familiari raccontano più di mille discorsi l’evoluzione sociale del Paese: una società sempre più plurale, urbanizzata e interconnessa, dove regioni come la Toscana anticipano e rendono visibile un cambiamento ormai strutturale.

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