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Bibbiena

Le famiglie di Soci rivogliono l'asilo. "I bambini hanno bisogno di riprendere l'attività educativa"

La struttura è stata sequestrata dopo la morte del piccolo Leo. Il 10 febbraio consiglio comunale aperto

Greta Settimelli

09 Febbraio 2026, 01:05

Le famiglie di Soci rivogliono l'asilo. "I bambini hanno bisogno di riprendere l'attività educativa"

Un momento della manifestazione delle famiglie

Dal 12 novembre l'asilo nido Ambarabàciccìcoccò di Soci, comune di Bibbiena, è chiuso. Da quando nel resede della scuola è morto il piccolo Leo, poco più di due anni, rimasto intrappolato con il suo giubbotto in un arbusto. Le famiglie dei bambini che frequentano l'asilo, oltre 50, sono scese in piazza a Bibbiena per protestare. Il disagio, le difficoltà economiche e il vuoto educativo per i loro piccoli, non sono più tollerabili. “Non chiediamo il dissequestro dell'asilo, perché sappiamo che è legato a tempi che nessuno può modificare – racconta una mamma – c'è in corso un'indagine che giustamente deve fare il suo corso. Ma chiediamo sedi alternative e comunque di essere presi in carico, cosa che non è stata fatta in questi tre mesi. Quindi sedersi intorno a un tavolo e poterne parlare per noi sarebbe molto importante”.

Un altro momento della manifestazione delle famiglie

I genitori chiedono ascolto, ma anche risposte. In questi mesi le famiglie si sono organizzate sconvolgendo le loro dinamiche e utilizzando ferie e permessi dal lavoro. Ma la situazione è diventata insostenibile. “Io sono un'artigiana e con tre bimbi non è facile fare tutto, sto facendo orari disumani, o lavoro di notte o non lavoro più – racconta – non ho aiuti, non ho i nonni che mi danno una mano”. E poi c'è il vuoto educativo che questi bambini stanno vivendo. “Dobbiamo restituire ai nostri piccoli quel progetto educativo che stavano seguendo – racconta un altro genitore – sono stati strappati da quel nido e non sono stati più insieme ai loro pari. È importantissimo per queste creature stare insieme ai loro coetanei, sia a livello educativo, sia a livello psicologico”.

Tra le misure messe in campo dall'amministrazione comunale un bonus per sostenere le famiglie. “Potrebbe essere un aiuto – afferma una mamma – però per noi non è la soluzione definitiva. La ripresa dell'attività educativa resta la cosa più importante”. Martedì 10 febbraio è in programma un consiglio comunale aperto e il Comitato dei Genitori è stato convocato dalla Regione per partecipare ad un tavolo di confronto con il sindaco. Intanto prosegue l'inchiesta per la morte del piccolo Leo. A metà febbraio scadono i 90 giorni per il deposito dei risultati dell'autopsia. Da quel momento potrebbe profilarsi il dissequestro dell'edificio. Per la tragedia sono 5 le indagate. Il reato ipotizzato è omicidio colposo.

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