Il caso
L'asilo di Soci e il sindaco Vagnoli
Un bonus economico per le famiglie che da mesi sono senza il servizio dell’asilo nido. Lo ha annunciato il sindaco di Bibbiena (Arezzo), Filippo Vagnoli, per venire incontro al disagio dei genitori.
Oggi saranno 79 i giorni trascorsi da quel maledetto 12 novembre quando il piccolo Leo morì a 2 anni nel giardino dell’asilo di Soci, soffocato dal ramo del boschetto didattico che mentre giocava gli aveva agganciato il giubbotto, visto e soccorso dal personale della struttura quando era troppo tardi.
Mentre l’inchiesta, con i suoi tempi, procede per stabilire se qualcuno è responsabile della tragedia (5 persone indagate), l’asilo è ancora chiuso, sotto sequestro, e il servizio - così importante per le famiglie dove i genitori lavorano - non è stato più riattivato e i disagi sono forti.
Ora, con un post istituzionale su Facebook, Vagnoli fa il punto sulla situazione dell’asilo nido comunale Ambarabà, rivendicando all’amministrazione di essersi attivata a fronte di una situazione “straordinaria e dolorosa”. Il fatto è che i sigilli non sono stati tolti dall’autorità giudiziaria, né ci sono date.
“L’avvocato incaricato dal Comune - dice Vagnoli - ha formalmente depositato l’istanza di dissequestro”. A decidere sarà la Procura.
Il sindaco poi ricorda che, d’intesa con l’Asl, sono stati subito attivati “percorsi di supporto psicologico a favore delle famiglie, dei bambini e del personale educativo”. In corso delle verifiche tecniche su sedi alternative, ma “presentano rilevanti complessità”.
Da parte sua, continua Vagnoli, “la cooperativa K2B che gestisce il servizio, ha manifestato la piena disponibilità a riprendere l’attività non appena le condizioni lo consentiranno”.
Quindi, la novità: “Nelle ultime settimane stiamo lavorando, insieme agli uffici competenti, all’introduzione di un bonus economico di sostegno alle famiglie, da definire con modalità di rendicontazione delle spese sostenute per servizi di supporto alla cura dei bambini durante i mesi di chiusura”.
Vagnoli nel post afferma anche di aver mantenuto un rapporto continuo con i genitori “sia con incontri in presenza che con comunicazioni di aggiornamento” e li ringrazia per “pazienza e compostezza”. A breve nuovo incontro. “Comprendo il disagio e la preoccupazione delle famiglie, il Comune continua a lavorare per individuare soluzioni possibili, ma non esistono scorciatoie quando sono in gioco legalità, sicurezza e il futuro dei più piccoli.
Sul tema la Lista di Comunità, dall’opposizione, parla di posizione del sindaco “attendista” e “senza assunzione di responsabilità”. Sottolinea “l’assenza di iniziative compensative e di accompagnamento per le famiglie durante un periodo di attesa inevitabile e prevedibilmente lungo”.
Il post di sabato, secondo la Lista, “arriva solo dopo la richiesta di un Consiglio comunale aperto”. E sul bonus a rendicontazione delle spese, ribatte: “Una misura che rischia di essere inefficace e iniqua: le famiglie, non essendo mai state informate della possibilità di un sostegno economico, hanno affrontato la chiusura del nido consumando ferie, permessi, aspettative non retribuite o riorganizzando autonomamente la propria vita lavorativa. Scelte non rendicontabili e che escluderebbero proprio chi ha subito il danno maggiore”.
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