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Salute

Sanità sempre più in difficoltà. Nel 2025 oltre mezzo milione di toscani ha rinunciato a visite e cure tra liste d'attesa infinite e costi troppo elevati

Dati inquietanti dallo studio di facile.it. La spesa media per le prestazioni private sfiora i 160 euro

Julie Mary Marini

11 Febbraio 2026, 11:26

Sanità sempre più in difficoltà. Nel 2025 oltre mezzo milione di toscani ha rinunciato a visite e cure tra liste infinite e costi troppo elevati

Sanità sempre più costosa

Nel 2025 oltre mezzo milione di toscani (560.000) ha rinunciato a cure, visite ed esami per ragioni economiche o per tempi d’attesa insostenibili: è questo il dato più inquietante emerso dall’indagine commissionata da Facile.it all’istituto mUp Research, che fotografa un sistema sanitario regionale sotto crescente pressione, con conseguenze sulla salute pubblica e sul bilancio delle famiglie. L’elemento che più colpisce è la diffusione delle cosiddette “liste d’attesa chiuse”, ovvero l’assenza di disponibilità di posti per prenotare la prestazione desiderata. Secondo l’indagine, oltre 2 pazienti su 3 che hanno cercato una visita o un esame si sono scontrati almeno una volta con questa barriera organizzativa, finendo per rinunciare o per cercare alternative fuori dall’ambito pubblico.

Non stupisce, dunque, che un numero crescente di cittadini si sia rivolto alla sanità privata. Nel 2025, il 70% dei toscani ha dichiarato di aver fatto ricorso almeno una volta al regime di solvenza, pagando di tasca propria per visite, esami o prestazioni specialistiche. Una scelta che ha un prezzo: la spesa media per ciascuna prestazione privata sfiora i 160 euro, una cifra non trascurabile per molte famiglie già sotto stress economico. In questo quadro, non sono mancati cittadini che, pur di non rinunciare alle cure o di non gravare eccessivamente sul bilancio familiare, hanno contratto un prestito: dai banchi di finanziarie, ma anche da amici o parenti. Secondo l’osservatorio congiunto Facile.it – Prestiti.it, i prestiti personali richiesti in Toscana per far fronte a spese mediche hanno rappresentato il 4% di tutti i finanziamenti erogati in regione nel corso dell’anno, con un importo medio richiesto di 5.254 euro.

Questo tipo di finanziamento si traduce - sostiene sempre facile.it - in media, in una rata di circa 119 euro da restituire in 51 mesi, un impegno economico significativo per molte famiglie. Facile.it sottolinea come il credito al consumo possa fungere da paracadute finanziario, consentendo a chi ne ha bisogno di dilazionare l’impatto di spese impreviste o rilevanti legate alla salute senza dover rinunciare alle cure: "Dilazionare il pagamento consente di alleggerire l’impatto sui budget mensili senza dover rimandare, o peggio rinunciare, a visite, esami o cure per patologie che, se trascurate, potrebbero peggiorare" è la sintesi dei consulenti. Chi ha sottoscritto un prestito per questo motivo in Toscana ha mediamente 49 anni, un valore superiore alla media delle richieste di prestito personale in generale nella regione (45 anni). E nel 49% dei casi la domanda è stata presentata da una donna, quota decisamente superiore alla percentuale femminile media nelle domande di finanziamento (33%), confermando come le donne, spesso figure centrali nella gestione delle cure familiari, siano tra le più colpite da questi vincoli economici e organizzativi. Se da un lato la sanità regionale resta un pilastro del welfare pubblico, dall’altro crescono le difficoltà di accesso e la propensione delle famiglie a cercare soluzioni alternative, spesso a costo elevato e a volte con indebitamento.

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