Maremma
Un lupo zoppo che diventa capobranco. Sembra una storia da film, invece accade davvero nel cuore del Parco Regionale della Maremma, una storia di resilienza e potere animale che sta contribuendo a riscrivere le dinamiche di monitoraggio della fauna selvatica. Protagonista è un esemplare maschio di lupo, diventato capobranco nonostante una vistosa menomazione fisica, una sfida vivente alle leggi della natura che solitamente premiano solo i più forti fisicamente.
Il marchio del destino
Lui è un lupo maschio riproduttore, facilmente riconoscibile per una evidente zoppìa alla zampa anteriore destra, presumibilmente causata da una vecchia frattura. Nonostante questa condizione, l'animale è stato monitorato a lungo dai ricercatori tramite fototrappole, che hanno rivelato come la sua disabilità non abbia minimamente intaccato la sua capacità di leadership. La sua storia documentata inizia nell’autunno del 2023, quando i ricercatori notano la formazione di una nuova coppia in un territorio conteso tra due nuclei già esistenti nel Parco. Da quel momento, lo Zoppo — come è stato affettuosamente soprannominato dal team di ricerca — ha iniziato una scalata gerarchica e territoriale impressionante.
Un'immagine del lupo Zoppo ripresa dalle fototrappole
L’ascesa al potere e l’espansione territoriale
Contro ogni previsione, il lupo zoppo non si è limitato a sopravvivere, ma ha guidato il suo branco in una vera e propria espansione strategica. Negli ultimi due anni, il suo gruppo ha progressivamente esteso il proprio raggio d'azione, arrivando a estromettere i due branchi vicini: prima quello meridionale e successivamente quello settentrionale. Un momento cruciale di questa lotta per il territorio è avvenuto a ottobre, quando il maschio del branco settentrionale è stato probabilmente ucciso durante una disputa tra lupi. Pochi giorni dopo l'evento, le fototrappole hanno confermato il passaggio definitivo del comando: lo Zoppo è stato ripreso regolarmente proprio in quell’area, consolidando il suo dominio sulla zona centro-settentrionale del Parco. La sua capacità di difendere il territorio contro i branchi rivali e di riprodursi con successo per testimonia una notevole resistenza e resilienza.
La cattura e la tecnologia
Per comprendere meglio come un animale con tali limitazioni potesse dominare un territorio così vasto, è stata avviata una linea di ricerca coordinata dal professor Francesco Ferretti dell'Università di Siena e sostenuta dal Presidente del Parco, Simone Rusci. L’operazione di cattura, descritta come un evento eccezionale, è avvenuta nel pieno rispetto dei protocolli di benessere animale e con il supporto di veterinari specializzati. Essendo i soggetti dominanti i più diffidenti e intelligenti del branco, riuscire a marcare proprio lo Zoppo è stato considerato un successo strategico fondamentale.
L'animale è stato dotato di un radiocollare satellitare equipaggiato con gps per fornire la posizione a intervalli programmati; accelerometro integrato, per registrare i dati di attività e stimare velocità e modalità di spostamento. Il progetto si inserisce in una collaborazione di lungo corso tra il Parco della Maremma e l’Università di Siena, cofinanziata dal programma Pnrr "National Biodiversity Future Center" (Spoke 3). L’uso della telemetria satellitare permetterà ai ricercatori di mappare gli spostamenti: individuare aree di caccia, zone di riposo e possibili tane; studiare la dieta: comprendere l’impatto sulle popolazioni di prede, in particolare cinghiali e daini; analizzare le interazioni antropiche: raccogliere dati utili per gestire il rapporto tra il lupo e le attività umane; osservare l'adattabilità: documentare come il comportamento dei lupi cambi in base a fattori esterni.
L'argomento lupo troppo spesso finisce per essere politicizzato
Oltre la biologia
Il ricercatore Lorenzo Lazzeri, che ha partecipato attivamente al progetto, sottolinea come la storia di questo lupo sia emblematica non solo per la scienza, ma anche per la comunicazione pubblica. Il lupo è spesso un animale polarizzante, oggetto di narrazioni politiche o fuorvianti. La vicenda dello Zoppo offre invece l'opportunità di basare il dibattito su dati oggettivi e scientifici, mostrando la realtà biologica di una specie iconica che continua a dimostrare una straordinaria capacità di adattamento. La ricerca proseguirà nei prossimi mesi con l’analisi dei dati raccolti, nella speranza di marcare altri esemplari per ottenere un quadro sempre più completo della vita dei branchi nella Maremma. “Il lupo – spiega Lazzeri – è tra le specie più difficili da catturare. Aver marcato il maschio dominante con il radiocollare è sicuramente strategico per le nostre attività di ricerca.
La ricerca
Nel prossimo futuro vogliamo integrare i dati del radiocollare, con quelli raccolti da anni dal mio gruppo di ricerca per comprendere meglio le interazioni tra le specie nella comunità faunistica del Parco e in particolare l’impatto sulle popolazioni di ungulati selvatici come cinghiali e daini, che sono le prede principali del lupo in questa area. Il lupo - conclude - finisce spesso per essere oggetto di interpretazioni che vanno oltre la realtà biologica e spesso viene pure politicizzato. Credo molto nel valore della correttezza e dell’oggettività dell’informazione, principi che oggi faticano a trovare spazio. In questo anche il giornalismo avrebbe un ruolo centrale, perché una comunicazione accurata e contestualizzata può contribuire a costruire una percezione più aderente alla realtà, evitando semplificazioni o narrazioni fuorvianti anche se meno accattivanti”.
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