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Il dopo Covid e la lenta rinascita. La pandemia, i danni economici e psicologici, i soldi ancora da spendere

Il virus ha lasciato segni profondi nel tessuto delle relazioni. Lezione da imparare per affrontare future crisi sanitarie e socio-economiche

Julie Mary Marini

20 Febbraio 2026, 00:56

Il dopo Covid e la lenta rinascita ancora da completare. La pandemia, i danni economici e psicologici, i soldi ancora da spendere

Dal turismo i primi veri segnali di ripresa economica dopo il Covid

Quando l’emergenza sanitaria legata al Covid è stata ufficialmente dichiarata conclusa in Italia, con l’abolizione delle principali restrizioni, il Paese si è trovato a vivere una fase di transizione tra la memoria acuta di una crisi globale e l’avvio di una tanto lunga quanto lenta ripresa. Le vaccinazioni, col loro ruolo centrale nel ridurre infezioni, ospedalizzazioni e decessi, hanno rappresentato la pietra angolare di questo “dopo”.

Le mascherine sono state a lungo un presidio indispensabile

In Toscana, ad esempio, stime regionali indicano che grazie alla campagna vaccinale sono stati evitati quasi 700 mila contagi, oltre 26 mila ricoveri e circa 12 mila decessi, risultati che, polemiche a parte, evidenziano l’efficacia dell’immunizzazione. Questa stagione post-emergenziale si caratterizza ormai da anni per la progressiva normalizzazione della vita pubblica, grazie al fatto che il Covid è diventato endemico e che con il tempo sono state comprese meglio le cure necessarie per fronteggiarlo. La ripresa economica dell’Italia è stata un processo graduale e tuttora incompleto. Istat e altri osservatori europei evidenziano un’economia che ha continuato a crescere nei primi anni successivi alla pandemia: il Pil italiano è aumentato dello 0,7 % nel 2025 e prosegue con previsioni positive. Tuttavia sono valori che restano modesti e al di sotto di un ritmo tale da colmare rapidamente le perdite profonde registrate nel 2020.

Le prospettive di breve termine indicano consumi privati in aumento moderato, investimenti in crescita e una domanda interna che resta il principale motore della ripresa, mentre l’apporto estero sarà probabilmente negativo nei prossimi mesi, anche perché superata l’emergenza sanitaria è arrivata quella legata alle guerre. Un capitolo chiave della ricostruzione economica italiana è stato il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), legato ai fondi europei post-pandemia, dai quali il Paese ha ricevuto quasi 200 miliardi per sostenere investimenti e riforme. La gestione di questi fondi, non sempre puntuale purtroppo, è ritenuta fondamentale per modernizzare infrastrutture, stimolare la digitalizzazione, sostenere la innovazione e riequilibrare territori afflitti da arretratezza economica. Nonostante progressi e progetti avanzati, una parte rilevante delle risorse è ancora in corso di spesa, con scadenze che si estendono all’anno in corso.

Il sistema sanitario è stato messo a dura prova per mesi e mesi

Dal punto di vista sociale, la pandemia ha lasciato segni profondi nel tessuto delle relazioni e nella salute psicologica. In Toscana, un’indagine dell’Ordine degli Psicologi ha mostrato come l’esperienza del Covid abbia aumentato la domanda di supporto psicologico. Molti cittadini hanno vissuto sintomi di ansia, depressione e difficoltà relazionali nei due anni successivi alla fase critica. Il “dopo” non è solo epidemiologico o economico, ma anche psicologico. La situazione economica in Toscana riflette sia i progressi sia le fragilità del Paese. Negli anni immediatamente seguenti alla pandemia, la regione ha beneficiato di una ripresa del turismo grazie alla popolarità delle sue città d’arte, del patrimonio culturale e naturale. I dati segnalano che il turismo ha sorpassato i livelli pre-Covid, con presenze e flussi in forte aumento in particolare nel 2023 e nei primi mesi del 2024. Arezzo ha fatto la sua parte, con una crescita che nessuno aveva previsto così intensa, grazie anche al boom della Città del Natale.


Mattarella durante una visita al cimitero di Codogno, uno dei territori più colpiti

Tuttavia, uno sguardo economico più ampio mostra che l’economia regionale ha poi rallentato: l’aumento del Pil è stato contenuto e fattori esterni come incertezza geopolitica e inflazione continuano a incidere su domanda interna ed export. Nei settori manifatturieri e dei servizi, il ritorno alla piena normalità economica non è stato ancora raggiunto. Ad Arezzo come nel resto della Toscana. Il mondo dopo Covid non è ancora di totale ritorno alla normalità, ma una fase di riadattamento. Economie e comunità si continuano a confrontare con eredità profonde: una crescita lenta ma positiva, un tessuto sociale che richiede supporto continuo e una società che, pur guardando avanti, porta con sé lezioni difficili ma indispensabili per affrontare future crisi sanitarie e socio-economiche.

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