La polemica
La dura posizione del consigliere Francesco Lucacci, in particolare su velo e burqa
Il comunicato del presidente dell’associazione A.C.B. Social Inclusion denota l’arroganza che comincia a manifestare la comunità islamica anche ad Arezzo. L’Amministrazione comunale ha diritto di chiedere ogni chiarimento a chi esercita un culto e pratica una religione (...) Si ricorda alla comunità islamica che il principio di uguaglianza formale e sostanziale tra uomo e donna (di cui all’articolo 3 della Costituzione) è precedente a quello della libertà religiosa di cui all’articolo 8 e 19. In particolare in base all’articolo 8 le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
Dunque sì, la religione islamica deve essere un sorvegliato speciale perché in Italia e anche ad Arezzo troppo spesso si vedono donne completamente velate e troppo spesso ci sono stati esempi di giovani donne in Italia uccise per non volersi sottoporre alle norme che impongono il velo. In Iran le donne muoiono per il diritto di non portare anche il solo velo sulla testa, non possiamo certo consentire che il velo sulla testa o peggio quello integrale, venga imposto in Italia e ad Arezzo.
Fratelli d’Italia ha depositato una proposta di legge per vietare il velo integrale (burqa e niqab) nei luoghi pubblici aperti al pubblico, scuole, università, uffici e attività commerciali. Chi pensa di esercitare la religione islamica in questo Paese secondo le norme delle Sharia, se ne può anche andare. La comunità islamica deve dare prova di non violare ad Arezzo i diritti delle donne. È ora di fare chiarezza e avere trasparenza e invitare chi non intende rispettare la Costituzione italiana a tornare al proprio Paese.
* Consigliere comunale di Fratelli d’Italia
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