Sanità
Marco Rossi, direttore dell'Area Dipartimentale di Gastroenterologia
Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più diffuse nel mondo occidentale. Negli uomini occupa il terzo posto per frequenza di diagnosi, dopo i tumori della prostata e del polmone; nelle donne è secondo soltanto al tumore della mammella. Una fotografia epidemiologica che impone attenzione, ma che negli ultimi anni ha anche registrato segnali incoraggianti: la mortalità è in calo, grazie soprattutto a programmi di diagnosi precoce più efficaci e a terapie sempre più avanzate. A preoccupare, tuttavia, è una tendenza opposta che riguarda le generazioni più giovani. Le forme a esordio precoce - quelle diagnosticate in persone al di sotto dei 50 anni - rappresentano oggi il 10-14% delle nuove diagnosi, e l'incidenza nella fascia 20-49 anni è quasi raddoppiata nel corso degli ultimi decenni. Un segnale d'allarme che la comunità scientifica non può ignorare.
La locandina dell'evento di martedì 24 marzo
Il territorio si mobilita
Per non lasciare soli i cittadini di fronte a questi numeri, Asl Toscana Sud Est e Calcit hanno scelto il mese di marzo per mettere in campo una serie di iniziative concrete di sensibilizzazione. Il programma si articola in tre appuntamenti:
I fattori di rischio: cosa possiamo cambiare
"Tra i principali fattori di rischio figurano il consumo elevato di carni processate e carni rosse, l'assunzione di zuccheri raffinati, il consumo di alcol, il fumo e il sovrappeso", sottolinea il dottor Marco Rossi, direttore dell'Area Dipartimentale di Gastroenterologia. "Per questo è fondamentale aderire ai programmi di screening e rafforzare la consapevolezza sull'importanza della prevenzione. Nonostante l'efficacia, il test del sangue occulto nelle feci viene effettuato da meno del 50% delle persone a cui è rivolto: un dato che evidenzia la necessità di intensificare le attività di informazione e sensibilizzazione. Fare screening è un gesto semplice che può davvero salvare la vita".
Il Calcit e lo screening
Dello stesso avviso Giancarlo Sassoli, presidente del Calcit: "Come Calcit crediamo profondamente nel valore della prevenzione e dell'informazione. Iniziative come queste sono fondamentali per avvicinare i cittadini ai temi della salute e per ricordare quanto sia importante aderire ai programmi di screening. La collaborazione con la Asl Toscana Sud Est e con le realtà del territorio ci permette di diffondere una cultura della prevenzione che può davvero fare la differenza".
In Toscana, il programma di screening per il tumore del colon-retto si basa sul test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, inviato ogni due anni a tutti i residenti tra i 50 e i 70 anni. Si tratta di un esame non invasivo, facile da eseguire a domicilio, ma straordinariamente efficace nel rilevare segnali precoci della malattia. In caso di esito positivo, il percorso prosegue con la colonscopia, che consente non solo di individuare eventuali polipi, ma anche di rimuoverli prima che possano evolvere in tumore maligno. Una prevenzione che non si limita a diagnosticare, ma interviene attivamente.
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