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Clima pazzo, a primavera ancora con il cappotto. Primi tre mesi del 2026 come non accadeva da anni

Julie Mary Marini

24 Marzo 2026, 13:32

Clima pazzo, a primavera ancora con il cappotto. Primi tre mesi dell'anno come non accadeva da tempo

In attesa della vera primavera

Il 2026 è arrivato con un vestito che non si vedeva da anni. Gelate, piogge persistenti, neve in collina; subito dopo un febbraio quasi primaverile per poi tornare al freddo di marzo: i primi tre mesi dell'anno hanno messo in fila una sequenza di eventi che ha rimescolato le aspettative di chi, negli ultimi inverni, si era abituato a stagioni più miti e asciutte.

Il gelo di inizio anno
La prima sorpresa è arrivata già a Capodanno. La Protezione civile aveva emesso un’allerta meteo gialla per rischio ghiaccio su tutto il territorio della Toscana, isola d'Elba e arcipelago esclusi, a partire dalla mezzanotte del primo gennaio, a causa di una massa d'aria gelida di origine artica proveniente dai Balcani. Non era un inizio tranquillo. La prima decade del mese è stata dominata da un'ondata di freddo intenso. In Toscana si sono toccate punte di -17 gradi a 450 metri di quota, valori che hanno colpito anche i meteorologi più esperti. La causa andava cercata in un blocco anticiclonico sulla Groenlandia che spingeva verso sud grandi masse d'aria artica. Il cambio di circolazione è arrivato attorno alla settimana tra il 12 e il 19 gennaio, quando le correnti fredde si sono ritirate verso nord ed est, lasciando spazio a perturbazioni atlantiche più umide. Da quel momento, il mese ha cambiato volto. Dal 22 gennaio ha cominciato a piovere praticamente ogni giorno, con precipitazioni insistenti che hanno saturato rapidamente i terreni.

Piogge, piogge e piogge
Febbraio ha proseguito sulla stessa traiettoria. Nei primi sei giorni del mese erano già caduti 34 millimetri di acqua, a fronte di una media mensile di circa 60 millimetri. Il direttore del Lamma, Bernardo Gozzini, lo ha detto senza giri di parole: era febbraio, ma sembrava ottobre. Le temperature minime si mantenevano ben sopra le medie stagionali: a fronte di valori tipici attorno ai 2 gradi, in quei giorni si registravano 6-7 gradi, con i terreni che non riuscivano mai ad asciugarsi del tutto. Fino al 20 febbraio il copione è rimasto lo stesso: una successione di impulsi atlantici, quello che 3BMeteo ha definito “un febbraio dei vecchi tempi” per quanto riguarda le precipitazioni.
Poi, verso fine mese, la svolta. L'anticiclone delle Azzorre ha messo radici profonde sul Mediterraneo centrale, portando temperature quasi primaverili nelle ore centrali della giornata e aprendo una lunga parentesi asciutta proprio nel finale dell'inverno meteorologico. Il bilancio dell'intera stagione invernale è stato tracciato dal Consorzio Lamma con dati inequivocabili: l'inverno 2025/2026 ha confermato la tendenza degli ultimi anni, con temperature spesso sopra la media e un’anomalia complessiva di +1,6°C rispetto al periodo 1991-2020. Sul fronte delle piogge, il dato nazionale fotografa una stagione che può essere considerata eccezionale: le numerose precipitazioni hanno determinato a livello nazionale un surplus di accumulo pari a +69%, uno dei più elevati degli ultimi decenni.

Un déjà vu più intenso
Il confronto con l'inverno precedente è istruttivo. Quello 2024-25 era stato tra i più caldi in Toscana dal 1955, con temperature medie superiori alla norma di +1,5°C e aveva fatto registrare l'assenza totale di ondate di freddo, anche di breve durata. Sul fronte delle precipitazioni, era caduto in media il 27% di pioggia in più rispetto al trentennio di riferimento, con surplus importanti soprattutto nelle province del nord-ovest. L'inverno 2025-26, invece, ha portato qualcosa che mancava da tempo: un episodio freddo vero, con temperature sottozero spinte e neve non solo in montagna. L'anomalia termica è rimasta positiva (+1,6°C contro il +1,5°C della stagione precedente), ma il carattere dei fenomeni è stato decisamente diverso, più estremo nelle punte, più abbondante nelle precipitazioni.

La primavera che non arriva
Con l'inizio della primavera meteorologica il copione non è cambiato. Marzo ha subito mostrato il suo lato più bizzarro: il giorno 16 alcune zone della Toscana avevano superato i 22 gradi per effetto della tramontana, ma nel giro di quarantotto ore la situazione si è capovolta. Il 18 marzo un fronte freddo ha portato un calo delle temperature, venti forti e addirittura il ritorno delle nevicate, soprattutto nelle zone appenniniche. Sull'Amiata si sono registrati valori nettamente sottozero, mentre le raffiche di vento hanno raggiunto i 70-80 chilometri orari, superando i 100 chilometri sui versanti esposti.
E non è finita. Dalla serata del 25 marzo è atteso un ciclone artico capace di far crollare ulteriormente le temperature, con neve prevista fino a 500 metri al Centro-Nord e un'instabilità che, secondo le previsioni, dovrebbe restare protagonista almeno fino alla Domenica delle Palme. Questo inizio 2026 ha consegnato alla Toscana, e non solo, una sequenza meteo davvero inusuale: un inverno che ha alternato punte di freddo intenso a piogge quasi ininterrotte, una parentesi primaverile durata pochi giorni, e un marzo che non sembra ancora disposto a togliersi il cappotto. Quando arriverà davvero la primavera?

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