Arezzo
L'intervento sulla colonna a rischio
Se il programma di lavoro sarà rispettato nei tempi previsti, gli immobili di Piazza San Jacopo ad Arezzo potrebbero tornare agibili nella giornata di sabato 18 aprile. Per le famiglie evacuate significherebbe rientrare nei propri appartamenti, per i commercianti rialzare le serrande dei negozi, per chi lavora negli uffici riprendere la propria attività. E la piazza tornerebbe finalmente aperta al transito, liberata dalle transenne che da giorni ne segnano i confini con il classico nastro bianco e rosso.

I lavori in Piazza San Jacopo
L'allarme e l'evacuazione
Tutto si è fermato nella giornata di mercoledì 8 aprile, quando i Vigili del Fuoco sono intervenuti a seguito dell'allarme lanciato per un dissesto statico che ha interessato palazzo Scortecci, con lesioni tali da rendere necessario un intervento immediato. Gli aretini lo conoscono bene, un tempo era il Palazzo del Cristallo, che ha segnato un pezzo di storia della città, del suo boom economico, l'evoluzione della politica, le lotte sindacali. L'evacuazione ha coinvolto non solo le abitazioni ma anche uffici e attività commerciali presenti nell'edificio. Per garantire la sicurezza, l'area attorno alla palazzina è stata immediatamente delimitata e interdetta sia al traffico pedonale che veicolare. Sul posto è stata attivata anche l'Unità di Comando Locale (Ucl) dei Vigili del Fuoco, che ha coordinato le operazioni di monitoraggio e supportato i residenti nel recupero dei beni essenziali.
Il problema strutturale: la colonna malata
Al cuore dell'emergenza il grave deterioramento di uno dei pilastri del colonnato al piano terra dell'edificio. In tre giorni, è stato registrato un movimento lento ma costante: il pilastro si è come spanciato verso sinistra. Al suo interno, il cemento armato, bagnato dall'acqua piovana, ha mostrato segni evidenti di usura e di assottigliamento dello spessore. Una situazione che ha richiesto l'intervento intervento immediato per evitare conseguenze ben più gravi. Un pool di ingegneri strutturisti, architetti e geometri ha eseguito i sopralluoghi necessari per valutare l'entità del danno e pianificare la messa in sicurezza. Come primo intervento provvisorio, i tecnici della ditta incaricata hanno posizionato quattro pilastri in ferro intorno alla colonna a rischio cedimento, che garantiscono un alleggerimento del carico del 40 per cento.

I lavori in piazza San Jacopo
La gabbia di acciaio
La soluzione definitiva per la messa in sicurezza consiste nella realizzazione e nel posizionamento di una vera e propria gabbia di acciaio intorno alla colonna compromessa. In officina il lavoro procede in tempi strettissimi pur di completare la struttura che rivesitrà il pilastro del colonnato assorbendo il cento per cento del peso dell'edificio: significa nessun pericolo per appartamenti, uffici e negozi. Secondo quanto previsto dalla tabella di marcia, nella giornata di domani, giovedì 16 aprile, dovrebbero essere posizionati quattro piloncini in acciaio che sostituiranno integralmente la funzione portante della colonna. A quel punto si procederà alle verifiche di stabilità e, subordinatamente al loro esito positivo, alla riapertura degli spazi e al nuovo accesso negli immobili.
I disagi e i costi
Le ripercussioni dell'emergenza sono state significative su più fronti. Le famiglie evacuate hanno dovuto trovare in fretta soluzioni abitative temporanee, molte ospiti da parenti o amici. Gli esercizi commerciali del porticato, se tutto andrà bene, alla fine saranno rimasti chiusi per una decina di giorni, con le inevitabili perdite di fatturato. Sul fronte economico, i costi della sola prima fase dell'intervento ammonteranno a diverse decine di migliaia di euro. Rimane aperta, invece, la questione delle possibili responsabilità, eventualmente da ricercare nel passato di precedenti interventi.
Una piazza in attesa
Piazza San Jacopo in questi giorni ovviamente non è stata la stessa. Negozi chiusi, in buona parte vietata al traffico, uffici vuoti. Un'immagine che ha colpito profondamente i cittadini aretini, molti dei quali si sono fermati a fotografare e commentare una scena insolita e carica di tensione, nel cuore della loro città. Fortunatamente, l'allarme è scattato in tempo. E ora speriamo che sabato la piazza torni a vivere.
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