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Il caso

Ancora lupi uccisi, la strage continua: qualcuno sta sterminando i branchi nel cuore del parco

Ammazzate anche tre volpi e una poiana. Legambiente lancia l'allarme

Giuseppe Silvestri

23 Aprile 2026, 23:35

Ancora lupi uccisi, la strage continua: qualcuno sta sterminando i branchi nel cuore del parco

Ancora lupi avvelenati nel Parco Nazionale d'Abruzzo

Non si ferma la conta dei lupi morti nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Dopo i dieci lupi avvelenati dei quali avevamo dato conto nei giorni scorsi - cinque a Pescasseroli, cinque ad Alfedena - nuovi esemplari sono stati rinvenuti senza vita tra Pescasseroli, Bisegna e Barrea, tutti in provincia de L'Aquila. Il bilancio complessivo sale ora a diciotto lupi morti, ai quali si aggiungono tre volpi e una poiana: un'ecatombe silenziosa che si consuma nell'area protetta più antica d'Italia. A denunciarlo con forza è Legambiente, che parla di "attacco senza precedenti alla fauna selvatica protetta" e chiede con urgenza la convocazione di un Tavolo nazionale ad hoc a Pescasseroli.

"L'utilizzo delle esche avvelenate è un atto vile e da codardi che nuoce alla biodiversità ma anche alla sicurezza dell'intero territorio", tuona l'associazione, sottolineando come la spirale di morte non conosca confini di specie: "Oggi è toccato a lupi, volpi e poiane, domani potrebbe toccare all'orso bruno marsicano". Un avvertimento che suona come un allarme per uno degli ecosistemi più delicati e sorvegliati d'Europa. Per Legambiente si tratta della "pagina più brutta del nostro Paese e una vergogna nazionale", un affronto che mina decenni di lavoro paziente e scientifico portato avanti dal Parco con "impegno, rigore e passione". Un patrimonio di biodiversità costruito in oltre cent'anni di storia, che qualcuno sta cercando di cancellare con il veleno.

Uno degli esemplari di lupo trovato senza vita

L'associazione non risparmia critiche dure al governo. "Esca dal suo silenzio", è l'appello di Legambiente, che accusa palazzo Chigi di alimentare "un sentimento e politiche anti-lupo" e di perdere tempo con la calendarizzazione in Parlamento del disegno di legge 1552, definito "fortemente peggiorativo sulla tutela della fauna e degli animali selvatici". La richiesta è precisa: il governo e il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica convochino con urgenza, a Pescasseroli, un Tavolo nazionale che coinvolga il Parco, le autorità impegnate nelle indagini, i comuni ricadenti nell'area protetta e le associazioni che da anni operano sul territorio.

Le indagini della procura di Sulmona sono in corso. Come aveva già dichiarato il procuratore capo Luciano D'Angelo all'apertura del fascicolo - "stiamo operando come se fossero state uccise delle persone" - l'ipotesi più accreditata resta quella delle esche avvelenate posizionate deliberatamente. Un gesto che, come ricorda Legambiente, è "indiscriminato per definizione": chi dissemina veleno nei boschi non sceglie la vittima e non sa quali animali moriranno. "La giustizia fai da te e l'utilizzo delle esche avvelenate - conclude l'associazione - è un atto vile e da codardi, che nuoce alla biodiversità ma anche alla sicurezza dell'intero territorio e a un parco che vanta oltre cent'anni di storia in difesa della natura".

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