Giovedì 07 Maggio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

I dati

Arezzo, meno diplomi ma più guadagni. Chi non studia cerca subito (e trova) lavoro. Le classifiche regionali

Le competenze numeriche e alfabetiche diminuiscono in tutta la Toscana

Julie Mary Marini

07 Maggio 2026, 05:16

Arezzo, meno diplomi ma più guadagni. Chi non studia cerca subito (e trova) lavoro. Le classifiche regionali

Ad Arezzo meno diplomati della media nazionale

La Toscana studia. Lo dicono i dati: sei dei nove indicatori del dominio Istruzione e formazione collocano la regione in una posizione di vantaggio rispetto alla media italiana. I bambini vanno all'asilo più che nel resto del Paese, i neodiplomati si iscrivono all'università in percentuale superiore alla media nazionale, i giovani senza lavoro né formazione, i cosiddetti Neet, sono quasi la metà che nel resto d'Italia. Dentro questo quadro regionale positivo, però, c'è l'eccezione di Arezzo. Secondo il Rapporto BesT Toscana 2025 dell'Istat, la quota di persone tra i 25 e i 64 anni con almeno un diploma si attesta in Toscana al 67,6% nel 2024, un valore vicino alla media nazionale (66,7%) ma inferiore di 4,6 punti rispetto alla media del Centro Italia (72,2%). Diverse province toscane si collocano al di sopra della media italiana. Ma non tutte. Arezzo, insieme a Pistoia, Grosseto e Prato, è significativamente al di sotto. In una regione dove Firenze sfiora il 74%, Arezzo rappresenta una delle eccezioni negative più marcate con il 64,4%.

Arezzo recupera nella percentuale dei laureati

Per capire la dimensione del fenomeno, è utile guardare il caso limite all'interno della regione. Prato presenta il dato più basso di tutta la Toscana: il 49,7% con uno scarto di 17 punti percentuali rispetto alla media nazionale. Il dato pratese è in parte spiegato dalla forte presenza di popolazione straniera con percorsi scolastici avvenuti all'estero. Il caso di Arezzo è invece strutturalmente diverso: la bassa quota di diplomati non si giustifica con la composizione demografica della popolazione straniera, ma con le caratteristiche storiche del mercato del lavoro locale, che per decenni ha offerto sbocchi occupazionali concreti e remunerativi anche senza un titolo di studio superiore.

Migliore la situazione sul fronte dei laureati nella fascia 25-39. In Toscana la percentuale era pari al 32,6% nel 2024, al di sopra della media italiana (30,9%). Arezzo in questo caso fa registrare una percentuale leggermente superiore: 32,7%. Prato scende al 22,7%, Grosseto addirittura al 21,6%. In cima alla classifica regionale c'è ancora Firenze: 43,2%. La percentuale di Siena si ferma al 32,6%: dato inferiore alle aspettative, considerando la presenza sul territorio dell'Università e dell'Università per Stranieri. Il Rapporto BesT 2025 ha introdotto per la prima volta una misura del reddito disponibile equivalente per provincia, elaborata sulla base del Sistema Integrato dei Registri Istat. Il dato (ma è riferito all'ormai lontano 2022), mostra che il reddito mediano individuale in provincia di Arezzo è di 20.800 euro annui, superiore alla media regionale toscana (20.400 euro) e nettamente al di sopra della media nazionale (18.600 euro). Arezzo si posiziona al terzo posto nella classifica provinciale toscana, dietro solo a Firenze (21.400) e Siena (21.200).

Il Rapporto rileva che in tutta la Toscana la quota di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (Neet) è dell'11% (2024), contro il 15,2% nazionale, un vantaggio netto. E questo risultato positivo riguarda tutte le province toscane senza eccezioni, Arezzo compresa: 10%. Questo significa che i giovani aretini non restano inattivi: se non studiano, trovano lavoro. Ulteriore elemento di attenzione emerge dai dati sulle competenze degli studenti di terza media. Nel 2024, il 38,4% degli studenti toscani aveva competenze numeriche insufficienti (contro il 44% nazionale), stessa percentuale per le competenze alfabetiche (contro il 39,9 nazionale). Entrambi gli indicatori sono peggiorati rispetto al 2019 in tutta la regione. E per le competenze alfabetiche la Toscana, che era in vantaggio, ha registrato un peggioramento più marcato della media nazionale.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie