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Arezzo protagonista su Rai Storia stasera lunedì 11 maggio. Dalle origini etrusche ai giorni nostri

Il programma "Storie delle nostre città" fa tappa nel regno dell'oro e del Saracino

Julie Mary Marini

11 Maggio 2026, 18:42

Arezzo protagonista su Rai Storia stasera lunedì 11 maggio. Dalle origini etrusche ai giorni nostri

Arezzo protagonista di Rai Storia

Arezzo si prende la serata tv di Rai Storia. Lo fa diventando protagonista del programma Storia delle nostre città, in programma stasera in tv, lunedì 11 maggio, sul canale tematico della televisione di stato. Un viaggio tra le epoche che restituisce a una delle città più affascinanti d'Italia (ma spesso sottovalutata) la complessità e la profondità che merita. Città della Giostra del Saracino, della moda e dell'oro, Arezzo è molto più di un capoluogo toscano. È una città che ha saputo trasformare la propria posizione geografica in destino, diventando nei secoli uno dei luoghi più stratificati e affascinanti della penisola.

Una bella veduta della cattedrale di Arezzo
La chiave per comprendere Arezzo è proprio la sua posizione. Da sempre passaggio naturale per chiunque volesse attraversare l'Appennino Tosco-Emiliano, la città ha sfruttato sempre con intelligenza il suo essere snodo di importanti arterie di comunicazione. Etruschi e romani, longobardi e carolingi, Medici fiorentini e Asburgo Lorena: tutti hanno percorso queste strade e tutti hanno lasciato qualcosa. Così come hanno fatto Petrarca, Piero della Francesca e Cimabue, le cui impronte artistiche e intellettuali sono ancora leggibili nel tessuto urbano. Le origini di Arezzo sono certamente etrusche, ma fu la conquista romana del 311 a.C. a imprimere alla città una forma duratura. Ribattezzata Arretium, divenne un'importante stazione militare lungo la via Cassia. In epoca augustea la città conobbe uno dei suoi momenti di massimo splendore: era la terza città più grande d'Italia, rinomata in tutto il Mediterraneo per i suoi raffinati manufatti ceramici. Tra il III e il IV secolo si trasformò in sede episcopale e la continuità della sua successione vescovile, conosciuta per nome senza interruzioni fino a oggi, è una rarità storica che racconta quanto la città abbia saputo mantenere il filo della propria identità attraverso le epoche.

Con le invasioni barbariche del primo Medioevo la città romana venne progressivamente smantellata: le pietre degli antichi edifici furono riutilizzate per costruire le mura della nuova Arezzo medievale. Di quell'imponente passato romano rimase in piedi soltanto l'antico anfiteatro, testimone silenzioso di una grandezza sepolta. Nel 1098 il comune aretino si sottrasse all'autorità del vescovo e per tre secoli visse come città-stato indipendente, di tendenza ghibellina e fieramente contrapposta ai guelfi di Firenze. Fu una stagione di orgoglio civico e di scontri continui, che si chiuse in modo brusco e definitivo: la disfatta nella battaglia di Campaldino nel 1289, dove tra le fila fiorentine combatté anche il giovane Dante Alighieri, segnò l'inizio della fine. Nel 1384 Arezzo cedette definitivamente alla dominazione fiorentina, e la sua storia individuale fu in parte assorbita, e in parte oscurata, da quella del Granducato mediceo.

Alla fine del XVIII secolo le truppe napoleoniche conquistarono la città, che tuttavia non si piegò passivamente all'occupazione: Arezzo si trasformò in un centro di resistenza contro gli invasori francesi, dimostrando ancora una volta quella tempra autonoma che ne aveva caratterizzato i secoli precedenti. Con l'unità nazionale, nel 1860, entrò a far parte del Regno d'Italia. La Seconda guerra mondiale lasciò cicatrici nel tessuto urbano, danneggiando diversi edifici, ma non riuscì a cancellare ciò che secoli di storia avevano sedimentato. Monumenti, parchi, resti archeologici, chiese e piazze custodiscono ancora oggi i segreti di generazioni di aretini che hanno contribuito a costruire questa sorprendente città intrisa di magia e di infinita arte. Stasera Rai Storia proverà a raccontare tutto questo e non solo. 

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