Pieve Santo Stefano
“Questa bottega non è stata solo un lavoro, ma una seconda casa, fatta di volti, storie e sorrisi che non potrò mai dimenticare”. Così Giorgio Giorgi, lo storico barbiere di Pieve Santo Stefano che dopo 72 anni di lavoro senza mai saltare un giorno, l’ultimo dell’anno ha chiuso i battenti del suo salone, “bottega” come la chiama lui. A 84 anni ha appeso al chiodo forbici e rasoi della sua barberia in piazza della Collegiata. Da lui sono passate intere generazioni di pievani, anche famosi, come lo statista Amintore Fanfani. E Pieve ha cambiato pelle più volte in tutti questi anni di “chiacchiere e amicizia”.
“Grazie di cuore” - dice ancora Giorgi - ringrazio uno ad uno i clienti di Pieve Santo Stefano, Caprese Michelangelo e di ogni luogo, che in questi anni mi hanno dato fiducia, affetto e il privilegio di far parte della loro vita quotidiana. Anche verso quella Pieve che oggi ha visto troppe serrande come la sua abbassarsi, anche anzitempo, e nessun’altra aprirsi. A Giorgio va il plauso dell’associazione Il Corsaro e di tutti coloro che lavorano ogni giorno per far ritornare la Pieve ai fasti degli anni passati.
Ma è stato anche il sindaco di Pieve Santo Stefano, Claudio Marcelli, a omaggiare lo storico parrucchiere. “Un grande artigiano che dopo 72 anni di forbici e rasoi, chiacchiere e amicizia, chiude l’attività di Barbiere dei Pievani e oltre. Giorgio, mio zio Giorgio, ha regalato ‘tagli’ a tanti giovani che, proprio grazie alla sua abilità e all’accoglienza che riservava a tutti, li ha resi alla moda attraversando il tempo e le epoche. Lo voglio ringraziare a nome di tutta la comunità per la presenza e il lavoro svolto”.
Articolo completo nel Corriere di Arezzo in edicola venerdì 2 gennaio 2026
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