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LA STORIA

Coppia di pakistani salva la rosticceria La Griglia che aveva chiuso dopo 57 anni. Madi: "Cucina solo italiana"

Francesca Muzzi

09 Gennaio 2026, 05:49

Emi e Madi

Emi e Madi

Madi ha 40 anni arriva dal Pakistan, ma da venti anni è in Italia. Cercava un’occasione per mettersi in proprio, lui che ha sempre lavorato nel ramo della gastronomia. La sua carriera comincia nel 2007 e nel corso degli anni ha ricoperto vari ruoli. Già responsabile di una rosticceria, ha gestito anche una nota pizzeria.

Così quando ha visto che la rosticceria La Griglia, in via Vittorio Veneto, di fronte al distributore di benzina, era in vendita, ci ha pensato su quel tanto che basta per dire: “Ok, ci sto” ed ha subito messo le sue competenze culinarie al servizio del locale a Saione.

E il 28 dicembre la rosticceria con una storia lunga 57 anni, ha riaperto.

Gli ex titolari Antonio De Palma e la moglie Rina, avevano chiuso il 27 luglio scorso. Praticamente dopo una vita a girare i polli e a servire tanta gente non solo cibo pronto da portare via, ma ancEmhe al ristorante adiacente, la rosticceria disse basta.

Quel cartello che informava anche sul prezzo - 35 mila euro, trattabili - era rimasto appeso per diverso tempo, ma nessuno si era avvicinato. E così il 27 luglio, La Griglia tirò giù la saracinesca.

Una desolazione passare da via Vittorio Veneto e trovare chiuso quel posto che dal 1968 era rimasto tutto uguale. E anche per questo la clientela, negli anni, ci era sempre andata volentieri, perché i sapori erano quelli di un tempo. Sembrava che la storia fosse finita lì e invece ecco che Madi ha deciso di riaprire.

A tre giorni dalla fine del 2025. E il bello di questa storia, perché c’è del bello oltre che del buono, anzi buonissimo, è che Madi ha deciso di lasciare tutto come è. A cominciare da quel girarrosto che si è rimesso in funzione e quando si entra in rosticceria troviamo Antonio accanto a Madi. Un passaggio di testimone. Il passato e il futuro.

“Lo affianco e gli insegno fino a quando saprà fare tutto da sé”. Il neo titolare lo guarda e rifà gli stessi gesti e alla domanda che cosa cucinerete, Madi risponde: “Le stesse cose che fino a luglio si trovavano in rosticceria. Non vogliamo cambiare assolutamente niente. Il nome, la cucina, lo stesso ristorante adiacente. Per noi qua è come avere ricevuto una grande eredità”.

Sembra una favola e per certi aspetti lo è. Dalla cucina spunta anche la signora Rina che insegna ricette e segreti a Emi, la moglie di Madi. In rosticceria, ieri mattina, c’è anche la loro figlia. Una bimba splendida con due occhi neri dove si legge la parola futuro.

Madi ci fa vedere anche il ristorante adiacente e ci dice la novità - l’unica - cioè quella di aprire la pizzeria la sera. Madi ha fatto anche il pizzaiolo e ha deciso di aprire la pizzeria. Per questo serve personale. Il neo titolare sta cercando camerieri e cuochi.

“In totale cinque o sei persone da assumere”, dice. Ha già fatto qualche colloquio “e nei prossimi giorni ne farò degli altri”, dice ancora.

“Io quando sono arrivato dal Pakistan - ci racconta - volevo costruire qualcosa di mio. Ma l’occasione non arrivava mai. Fino a quando ho visto questa rosticceria in vendita e mi sono detto: ‘Eccola, è arrivata’”. E così nel giro di due mesi c’è stato il passaggio di proprietà e la riapertura. “Ma tutto deve restare come è. Perché la gente deve ritrovare gli stessi sapori di Antonio e Rina”.

E oggi che c’è sul menù? “La polenta - risponde Madi - con questo freddo ci sta bene”. Sì, ci sta proprio bene.

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