San Giovanni Valdarno
Ancora una truffa (foto generata con IA)
Ancora una truffa ai danni di anziani. Stavolta bottino ingente: oltre 50 mila euro spillati con il trucco del falso incidente. C’è un momento preciso, raccontano spesso le vittime, in cui la paura prende il posto della ragione. Un attimo in cui una voce al telefono diventa più credibile di ogni dubbio, più forte di ogni prudenza. Ed è in quello spazio fragile che si è consumata la truffa che ha colpito una coppia di anziani coniugi di San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo, lasciandoli senza oltre 50 mila euro in gioielli e ricordi di una vita, come ha riportato il quotidiano La Nazione. La chiamata arriva a casa di una donna di 70 anni. Dall’altra parte del telefono un uomo si presenta come carabiniere. Il tono è fermo, autorevole, urgente. Il messaggio è devastante: il figlio, 28 anni, residente e lavoratore in Germania, avrebbe investito una donna e un bambino. Un incidente grave, gravissimo, che – dice la voce – potrebbe costargli fino a 25 anni di carcere. C’è però una via d’uscita immediata, una soluzione procedurale: una cauzione da versare subito per evitare l’arresto.
È una dinamica tristemente collaudata, ma in quel momento la donna non può saperlo. È sconvolta, paralizzata dall’idea che il figlio sia in pericolo. Pochi minuti dopo, alla porta di casa si presenta un uomo che si qualifica come carabiniere in borghese. Non chiede contanti, ma tutto ciò che ha valore: orologi, collane, bracciali, orecchini. Persino le fedi nuziali, simbolo di una vita insieme, vengono consegnate senza esitazione, nella convinzione di aiutare il proprio figlio. I truffatori dimostrano una conoscenza inquietante della vita privata della coppia. Sanno delle condizioni di salute del marito e riescono, con un pretesto credibile, ad allontanarlo da casa nel momento cruciale, lasciando la donna sola e ancora più vulnerabile. È un dettaglio che rende la truffa ancora più odiosa: non solo un raggiro economico, ma un attacco studiato alle fragilità emotive e personali.
La verità emerge solo più tardi, quando arriva una telefonata dal figlio, dalla Germania. Nessun incidente, nessun arresto, nessuna cauzione. In pochi secondi l’inganno si svela, lasciando spazio allo shock, alla vergogna e a una sensazione di violazione profonda, difficile da raccontare. Sul caso indagano i carabinieri, che rinnovano con forza l’appello a diffidare di qualsiasi richiesta di denaro o beni avanzata telefonicamente, anche quando chi chiama si presenta come appartenente alle forze dell’ordine. Nessun carabiniere, ricordano, chiede cauzioni in gioielli o contanti a domicilio. Mai. Quella di San Giovanni Valdarno non è una storia isolata, ma l’ennesimo episodio di una lunga scia di truffe che colpiscono soprattutto gli anziani, facendo leva sull’amore per i figli e sulla paura. Un crimine subdolo, che non ruba soltanto oggetti di valore, ma intacca la fiducia, la serenità, il senso di sicurezza dentro le proprie mura di casa. Ed è proprio per questo che parlarne, raccontarlo, resta una delle poche armi davvero efficaci per provare a fermarlo.
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