Arezzo
Sigfrido, sopravvissuto all'esplosione
Sopravvissuto, miracolato. Il signor Sigfrido è stato dimesso dall'ospedale ed è tornato al Matto, alla casa crollata nella esplosione causata con tutta probabilità da una fuga di gpl.
Negli occhi dell'uomo, 63 anni, c'è ancora la paura di quegli attimi terribili e nelle parole la consapevolezza di chi è salvo per un soffio.
"Sono stato portato via, arrotolato, in mezzo a tutti questi detriti. La gamba mi si è incastrata sotto la rete, non potevo muovermi", dice Sigfrido, rispondendo alla giornalista di Arezzo Tv Chiara Sadotti. L'uomo è il compagno della 71enne Piera, anche lei dimessa, sorella di Maria, che ha 76 anni e invece è ricoverata al Cisanello di Pisa per le ustioni riportate nella casa andata a fuoco.
Il 63enne ricorda una seconda botta, dopo il primo boato: "Mi sono venuti in testa i calcinacci, poi c'era il fuoco sopra ed ho gridato: portatemi via, portatemi via".
I primi a intervenire vicini di casa e passanti. Il forte tonfo e lo spostamento d'aria hanno fatto pensare, all'inizio, ad una scossa di terremoto. Poi sono arrivati i soccorso e i vigili del fuoco.
Sul fatto la procura di Arezzo ha aperto un' inchiesta con il pm Elisabetta Iannelli che attende la relazione tecnica. Si ipotizza una deflagrazione collegata al malfunzionamento dell'impianto a gas. L'area è transennata, il rudere sotto sequestro.
"Cosa penso in questo momento? Penso che è andata bene." E nel crollo poteva rimanere coinvolto un trentenne disabile, figlio di Piera. "Lo avevamo portato due ore prima ad Agazzi" dice l'uomo, che era tornato al Matto dal centro di riabilitazione e si era disteso sul letto dove l'esplosione lo ha sorpreso. "Il sollievo più grosso è che lui non c'era... sarebbe stato in camerina" e indica la stanza sventrata che dall'esterno mostra gli arredi rimasti e il televisore.
Salvati anche tre cani, rimasti storditi e sbruciacchiati per i quali si cerca una sistemazione temporanea. Poi l'appello a chiunque, di buona volontà, possa dare una mano. "Abbiamo perso tutto".
Il Comune di Arezzo, da noi interpellato, potrebbe intervenire con un alloggio da mettere a disposizione, in caso venisse richiesto.
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