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L'azienda di bigiotteria

Crisi Amom, la dipendente storica: "Quando entrai avevo 18 anni, il posto di lavoro qui era sicuro come un impiego statale"

I 70 addetti che rischiano lo stop con la liquidazione della ditta da parte della multinazionale svizzera. Oggi assemblea

Sara Polvani

19 Gennaio 2026, 06:30

Fiorella Volpi lavoratrice Amom

Fiorella Volpi, lavoratrice Amom

Si terrà oggi, lunedì 19 gennaio, l'assemblea dei lavoratori con le rappresentanze sindacali nello stabilimento della Amom, azienda di bigiotteria in liquidazione di Badia al Pino nel comune di Civitella in Valdichiana (Arezzo). La multinazionale svizzera aveva annunciato la fine del rapporto di lavoro in videoconferenza, il 30 dicembre. Il 14 gennaio è stato siglato l'accordo per il ritiro della procedura di licenziamento collettivo dei 70 lavoratori. Fra i punti importanti che sono stati condivisi, oltre al ritiro dei licenziamenti, un processo di reindustrializzazione; la Regione mette in campo un accordo di progetto per le politiche del lavoro e la formazione. Il 30 gennaio, sempre in Regione, si terrà un nuovo incontro. La solidarietà scadrà il 4 maggio.

“Facciamo l'assemblea per riassumere quello che è stato detto a Firenze perché alcuni di noi non c'erano. È un momento particolare - spiega Fiorella Volpi, lavoratrice storica della Amom - Dopo 39 anni la considero una seconda casa, rimane anche difficile entrare in un'altra azienda a 58 anni, anche se ho avuto proposte di lavoro, ma è difficile prendere questa decisione. Avevo poco più di 18 anni quando sono entrata in azienda, mio fratello già ci lavorava come primo operaio”.

Volpi racconta: “In quegli anni era come entrare in un posto statale, era un'azienda sicura e da lì sono rimasta fino adesso. La ditta inizialmente si basava sulla produzione di fibbie e accessori semplici poi si è evoluta e ha iniziato a produrre accessori per grandi firme, fino ai brand più importanti. Sono legata affettivamente a questa azienda, là abbiamo vissuto momenti belli, come la nascita dei figli, i matrimoni, e abbiamo anche perso colleghi giovani. È dura rimettersi in gioco a questa età. Quindi speravo di arrivare un po' più avanti”. “Spero che almeno accettino, visto che hanno fatto un passo indietro, di utilizzare qualche altro tipo di ammortizzatore sociale per persone come me a cui manca poco alla pensione. Spero vivamente, mi auguro - conclude Volpi - che si mettano una mano nel cuore e spero ci sia questo accordo pacifico. Cercherò di battermi fino all'ultimo”.

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