Lavoro
Presidio dei lavoratori Amom a Firenze
Svolta nel caso Amom: ritirata la procedura di licenziamento collettivo. Un incontro che, nella giornata di mercoledì 14 gennaio, si è protratto per sette ore, all’incirca, prima di arrivare ad annunciare l’accordo raggiunto alle decine di operai di Amom in liquidazione che per tutto il pomeriggio hanno manifestato davanti alla presidenza della Regione Toscana. Ovvero la firma del verbale siglato dall’azienda di bigiotteria di Badia al Pino, i sindacati – Fiom Cgil e Uilm –, il sindaco di Civitella, Andrea Tavarnesi. E la Regione, con Valerio Fabiani, consigliere per le crisi aziendali del presidente Eugenio Giani.
“Con questo importante atto, il ritiro della procedura di licenziamento collettivo – ha spiegato Fabiani – si mette il tavolo in condizioni di riaprire un confronto serrato e costruttivo per trovare una soluzione definitiva alla crisi che ha investito i 70 dipendenti dello stabilimento di Badia al Pino. Fra i punti importanti che abbiamo condiviso, oltre al ritiro dei licenziamenti, un processo di reindustrializzazione; la Regione mette in campo un accordo di progetto per le politiche del lavoro e la formazione. Adesso dobbiamo vincere la sfida.” La multinazionale svizzera aveva annunciato la fine del rapporto di lavoro in videoconferenza, il 30 dicembre.
“La nostra richiesta era il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo ed è stata accolta – commenta Antonio Fascetto, segretario della Fiom Cgil – In quella avviata dall’azienda avevamo rilevato gravi profili di anti-sindacalità. Per queste ragioni avevamo già depositato ricorso presso il Tribunale di Arezzo.” Rimane la solidarietà che scadrà il 4 maggio. “Abbiamo un nuovo appuntamento in calendario per il 30 gennaio. Oggi abbiamo conseguito un risultato molto importante e la mobilitazione continua per ottenere il proseguimento dell’attività produttiva e la conservazione dei posti di lavoro.”
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