Il bronzo
Il ministro all cultura Giuli e il sindaco Ghinelli
Soddisfatto e trepidante. Il sindaco Alessandro Ghinelli prima è stato artefice del ritorno della Chimera nell'anno di Vasari, stavolta si è speso per la Minerva, l'altro grande bronzo aretino conservato a Firenze, trovando buona sponda nel dicastero alla cultura. Un bel bis.

“Devo fare un grande ringraziamento al ministro Alessandro Giuli, che si è adoperato con i suoi collaboratori per far sì che questa bellissima cosa si potesse avverare” dice il sindaco che ha iniziato gli ultimi cinque mesi del secondo mandato. “La Minerva è un bronzo per noi altamente simbolico e importante: la dea dell'intelletto, della capacità di trasformare, artisticamente, con il cervello, le mani. Se vogliamo è la prima interprete dell'artigianato nel mondo”. Il nume della laboriosità degli aretini, che si traduce nell'oreficeria e in tanti altri settori. “E poi questo straordinario bronzo torna proprio nel giorno della Madonna del Conforto, il 15 febbraio. Ecco, mentre come comunità celebriamo la nostra protettrice più amata, arriva questo simbolo che proviene dall'antichità”.
Il sindaco Ghinelli sottolinea poi l'ampio arco di tempo dell'esposizione. “È un prestito lungo, un periodo che praticamente racchiude tutto quello che per noi c'è di tradizionale e viscerale, dalla Madonna del Conforto al Saracino, compresi il Polifonico e la Fiera Antiquaria, un arco di tempo che abbraccerà la primavera e l'estate. Sì, sarà un bel momento per Arezzo”.

Chissà se la dea porterà bene o male all'attuale amministrazione (elezioni a maggio) e se la Minerva avrà una proroga per la Città del Natale 2026. Vedremo. Intanto la domanda è se, rispetto al fascino della Chimera che sfiorò le 40 mila visite, la Minerva calamiterà il grande pubblico? “Facciamo gli auguri a questo evento” conclude Ghinelli “che è posizionato al Museo Archeologico Gaio Cilnio Mecenate anche per rinforzarne la capacità attrattiva. L'auspicio è che con la Minerva questo luogo di cultura faccia numeri importanti”.
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