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Arezzo

Grazia Buscaglia presenta il suo thriller, torna in città la giornalista e scrittrice moglie dell'ex amaranto Bonesso

Era nel primo gruppo della redazione del Corriere Aretino. Venerdì con "L.E.I. - L'estrema illusione" alla Feltrinelli"

Alessandro Cherubini

27 Gennaio 2026, 23:34

Grazia Buscaglia

Grazia Buscaglia

Torna ad Arezzo la giornalista e scrittrice Grazia Buscaglia. Venerdì 30 gennaio presenta il suo thriller "L.E.I. – L’estrema illusione". Buscaglia, origini piemontesi, con Arezzo nel cuore, è stata fra i fondatori del Corriere Aretino nel 1985. Nel gruppo di pionieri che sta alla base della storia del Corriere di Arezzo. Alle ore 17 alla libreria Feltrinelli in via Garibaldi 107 l'incontro con al centro il volume con il quale Buscaglia torna in libreria: un avvincente romanzo psicologico, cupo e seducente che segue l'opera di esordio, "Rosso come la neve".

A dialogare con l’autrice ci saranno i giornalisti Laura Pugliesi e Ivo Brocchi, anche loro della squadra di quel Corriere Aretino. Il libro si apre come una confessione e si chiude come una condanna. Una voce maschile, anonima e inquietante, racconta le vicende di Francesca e Bianca, due sorelle agli antipodi, legate da un vincolo di sangue e da un destino che le divora. Cesena, Torino, Parigi e Roma fanno da sfondo a una storia che esplora il potere, la colpa, la memoria e l’impossibilità del perdono. Al centro, una misteriosa "Lei", presenza-assenza che attraversa le pagine fino a prendersi la scena e a svelare, solo alla fine, il significato del titolo: l’estrema illusione di poter cambiare la propria natura. "Ho voluto dimostrare – racconta l’autrice – che chi nasce scorpione muore scorpione. Non credo nella redenzione a tutti i costi. Volevo condurre il lettore nell’abisso dei pensieri che di solito neghiamo a noi stessi".

La scrittura di Grazia Buscaglia Bonesso è precisa come un bisturi. Nessuna concessione alla retorica del perdono: ogni frase incide, ogni scena mette a nudo la parte più scomoda dei suoi personaggi. "L.E.I." è un romanzo "cattivo", ma lo è con eleganza, con la lucidità di chi sa che la verità non sempre salva. Il male, qui, è un virus sottile che infetta i rapporti, travolge le certezze e lascia dietro di sé solo il vuoto del disincanto.

Con "L.E.I.", Buscaglia conferma di essere una narratrice del profondo, capace di scendere nei pensieri più torbidi senza mai perdere il controllo dello stile. La sua prosa alterna fenditure liriche e rigore psicologico, mentre il ritmo da thriller mantiene alta la tensione. Il lettore viene trascinato dentro una spirale che promette risposte ma offre, invece, domande. Il romanzo non concede vie di fuga. Chi legge è costretto a restare, a guardare, a giudicare senza poter assolvere. È questo, forse, il suo segreto fascino: quello di farci sentire complici.

Come detto, Grazia Buscaglia è legata ad Arezzo. Ci arrivò da Torino, città di nascita, con il marito Loris Bonesso, che molti ricorderanno a metà anni ’80 indossare la maglia dell’Arezzo in serie B. In Piemonte aveva collaborato con Tuttosport e il Guerin Sportivo.

Tramite il marito conobbe Gianfranco Duranti, storico direttore di Teletruria, all’epoca anche dirigente della società amaranto. Nasceva nel 1985 il Corriere Aretino e lei chiese di poter far parte di quella squadra. È stata fra i fondatori del giornale e per due anni ha lavorato in redazione, conducendo nello stesso periodo alcune edizioni del telegiornale ed alcuni programmi su Teletruria. Poi la sua carriera giornalistica si è sviluppata all’interno del Gruppo Riffeser, con numerosi incarichi di responsabilità.

Il suo ritorno ad Arezzo sarà una occasione per lei (e il marito) per rivedere e salutare tanti amici di quegli anni ormai lontani.

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