Buen Camino
L'urologo Annino e Checco Zalone
La visite urologiche in ospedale durante il 2025 sono state oltre 6 mila, con una media di oltre 500 al mese, ma nel 2026 il trend tra gli aretini potrebbe segnare un incremento significativo per l'effetto Zalone. Sì, il film record Buen Camino che da Natale ha polverizzato i primati di incasso e viaggia intorno ai 74 milioni di euro, oltre a spingere tra gli italiani la voglia di incamminarsi verso Santiago o altre mete, tocca con efficacia ed ironia il tema dei disturbi diffusi nella popolazione maschile relativi alla ghiandola prostatica.
Ne esce così un messaggio che sensibilizza in chiave di prevenzione e di attenzione alla salute, un grande spot popolare, con l'invito a prendersi cura di sé, per intervenire presto e bene. Per l'infiammazione, l'ingrossamento prostatico, ma anche per patologie ben più serie.
Il dottor Filippo Annino è il primario dell'Unità operativa di Urologia della Asl Toscana sud est negli ospedali di Arezzo, La Fratta, Sansepolcro e Bibbiena. Lo sentiamo su questo.
"Se c'è un effetto legato al film è ancora presto per dirlo, ben venga questa ondata di popolarità dell'argomento", dice Annino illustrando la situazione attuale ad Arezzo, mentre in altre zone del Paese si rileva già un innalzamento di visite specialistiche. "Nel corso del 2025 abbiamo effettuato 6.130 visite e 170 interventi chirurgici per tumore di prostata, con la robotica" prosegue il medico che dirige l'attività di Urologia ad Arezzo, intensa e qualificata.
"I controlli specialistici sono preziosissimi, superando la ritrosia e quell'imbarazzo che spesso esiste tra gli uomini su questo tema. Le donne sono più abituate a sottoporsi a controlli di questo genere, fin da giovanissime vanno dal ginecologo e poi ci sono gli screening. Per gli uomini il controllo urologico è opportuno sui 40-45 anni di età, massimo 50. Il tumore alla prostata è asintomatico. E nella prevenzione occorre farsi vedere a maggior ragione se c'è una familiarità, se i genitori, i parenti prossimi, hanno avuto il tumore alla postata oppure al seno, in età giovanile. L'ideale sarebbe il controllo annuale".
Il tumore alla prostata, poi, in età avanzata è frequentissimo. "Sopra gli 80 anni diventa una condizione para fisiologica, non porta al decesso, ha una lenta crescita: certi lavori anatomici già all'inizio del secolo scorso ne evidenziavano la presenza nella maggior parte degli anziani deceduti per altre cause".
Il tumore alla prostata, silente, senza sintomi, va contrastato in tempo, la diagnosi precoce è fondamentale.
Perché non esiste uno screening di massa ufficiale urologico sulla popolazione in età giovanile e fino agli 80 anni, come per il colon retto per il quale arriva la lettera a casa?
"Lo screening di massa per il tumore alla prostata non è attualmente validato perché il test del Psa (antigene prostatico specifico) non è un marcatore tumorale ma un indicatore prostatico e può dare falsi positivi. Una contestazione scientifica al Psa fu esposta qualche anno fa accusandolo di portare a sovradiagnosi e trattamenti troppo precoci. Tuttavia in casi iniziali e poco aggressivi abbiamo a disposizione la sorveglianza attiva (terapia di osservazione) che permette di ritardare o evitare l'intervento. Di fatti il tumore alla prostata ha diverse forme di aggressività ed alcuni sono molto aggressivi, pertanto il controllare periodicamente il Psa o avere uno screening, seppur complesso, permette di intercettare e curare subito quei casi ad alta aggressività."
Bisogna stare in guardia. Quando occorre fare un approfondimento?
"Va osservato l'andamento del Psa e quando questo risulta dubbio, lo specialista decide se è opportuna la visita con palpazione e con disamina attraverso la risonanza magnetica ed eventualmente la biopsia".
Il valore del Psa cambia anche in presenza di prostatite, infiammazione, un ingrossamento benigno della prostata. "Va saputo interpretare il Psa: un conto se aumenta in modo costante ed equilibrato, un conto se aumenta con velocità e in modo costante e allora deve scattare l'allarme".
Tornando alla comune e diffusa prostata infiammata, quella del film, questa si manifesta con disturbi urinari. "L'aumentata frequenza di urinare, la riduzione della forza del getto urinario, urinare a gocce, il senso di urgenza, la difficoltà a trattenere l'urina. Questi sintomi possono essere dovuti anche a ipertrofia prostatica benigna. Se compaiono all'improvviso può trattarsi anche di prostatite acuta, tipo la cistite nella donna, con possibilità anche di bruciore urinario e dolore nella minzione. Si cura con terapia medica." Gli stili di vita e l'alimentazione incidono: "Fanno male gli alimenti piccanti e le spezie, la cioccolata, il caffè, gli insaccati e i super alcolici, più spesso all'origine può esserci anche la stitichezza, la non regolarità intestinale o malattie intestinali, con batteri che possono passare alle vie urinarie e generare infezioni". Ma il primario lo ha visto il film? "Ancora no. Ma non so quante volte mi è stato inviato sul cellulare il video della canzone Prostata Inflamada."
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