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Carabinieri forestali

Incendi, veleni e traffici illegali: 72 mila controlli, migliaia di reati scoperti e la battaglia per difendere la Toscana

La guerra invisibile per l’ambiente: numeri, indagini e sacrifici dietro la sicurezza del territorio

Julie Mary Marini

05 Febbraio 2026, 05:41

Incendi, veleni e traffici illegali: 72 mila controlli, migliaia di reati scoperti e la battaglia per difendere la Toscana

E' stato un anno molto intenso per i carabinieri forestali

Nel 2025 la tutela dell’ambiente in Toscana si è tradotta in numeri, controlli, indagini e interventi quotidiani sul territorio. Dietro ogni dato c’è un’attività operativa costante, che coinvolge centinaia di uomini e donne dei Carabinieri Forestali impegnati nella prevenzione dei reati ambientali, nella difesa del paesaggio e nella salvaguardia delle risorse naturali. Il bilancio annuale del Comando Regione Carabinieri Forestale Toscana restituisce l’immagine di un sistema di vigilanza strutturato, capillare e sempre più specializzato. Un presidio che opera attraverso i Gruppi di Arezzo, Firenze, Grosseto, Lucca, Pisa, Pistoia e Siena, insieme ai Reparti dei Parchi Nazionali dell’Arcipelago Toscano e delle Foreste Casentinesi, garantendo una copertura completa dell’intero territorio regionale. Nel corso dell’anno, l’attività si è concentrata sia nei settori di competenza istituzionale, sia in quelli affidati dalla Convenzione tra il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e la Regione Toscana in materia di foreste e agricoltura. L’obiettivo è rimasto invariato: rafforzare la prevenzione, intercettare le irregolarità prima che producano danni irreversibili e affermare, in modo concreto, la legalità ambientale.


Nella sola Toscana oltre 72 mila controlli e più di 21.500 persone identificate

I numeri fotografano con chiarezza l’intensità dell’impegno: nel 2025 sono stati effettuati 72.254 controlli e sono state identificate 21.590 persone. Un’attività diffusa e continua, costruita attraverso una presenza quotidiana sul territorio, che ha consentito di monitorare in modo sistematico aree urbane, zone rurali, contesti montani, aree protette e ambienti costieri. La vigilanza ha interessato numerosi settori, dalla tutela degli animali ai cantieri forestali, dalla prevenzione degli incendi alla gestione dei rifiuti, fino al contrasto agli inquinamenti e alla protezione della salute pubblica. A questi ambiti si è affiancato un lavoro puntuale sulla tutela del paesaggio, sull’edilizia e sulla sicurezza idrogeologica, settore nel quale sono stati eseguiti 31.767 controlli. Particolarmente rilevante è stato l’impegno nella prevenzione e repressione degli incendi boschivi. Nel corso del 2025 sono stati svolti 1.938 controlli specifici, con 804 persone verificate, 306 illeciti amministrativi contestati per un importo complessivo di 72.514 euro, 213 reati accertati e 61 persone denunciate per incendio boschivo. I dati confermano una progressiva diminuzione degli incendi di origine dolosa, ma evidenziano anche un aumento di quelli colposi. Oltre il 40 per cento dei roghi è riconducibile all’abbruciamento incontrollato di residui vegetali di origine agricola, una pratica ancora diffusa e spesso sottovalutata nei suoi potenziali effetti devastanti.

Nel complesso, l’attività svolta nel 2025 ha portato alla contestazione di 3.946 illeciti amministrativi, per un valore complessivo superiore ai 2,6 milioni di euro, alla scoperta di 1.503 reati penali, alla denuncia di 1.169 persone, all’arresto di cinque soggetti e all’esecuzione di 268 sequestri penali. Un quadro che restituisce la dimensione concreta della criminalità ambientale e, al tempo stesso, l’efficacia dell’azione di contrasto. Accanto ai reparti territoriali operano strutture altamente specializzate. Tra queste, il Centro Settore Meteomont Appennino Tosco-Emiliano, responsabile del monitoraggio del manto nevoso e del rischio valanghe nelle aree delle Alpi Apuane, dell’Appennino settentrionale, dell’Appennino meridionale e del Monte Amiata. Nel 2025 sono stati effettuati 502 rilievi e diffusi 149 bollettini di pericolo valanghe per ciascun settore, a tutela della sicurezza in montagna.

I forestali vigilano sul territorio e non solo

Un ruolo fondamentale è svolto anche dall’Unità Cinofila Antiveleno, impegnata nel contrasto all’avvelenamento della fauna selvatica e domestica. Nel corso dell’anno sono state effettuate 57 ispezioni, che hanno portato al rinvenimento, in 11 casi, di bocconi avvelenati e carcasse contaminate. Un fenomeno particolarmente insidioso, che rappresenta una minaccia per l’equilibrio degli ecosistemi e per la sicurezza pubblica. Negli ultimi anni ha suscitato crescente attenzione anche la presenza del lupo in prossimità dei centri abitati. I Carabinieri Forestali precisano che questo comportamento è legato esclusivamente alla ricerca delle prede naturali e non a un interesse verso l’uomo. Per ridurre i rischi, viene raccomandato di non lasciare rifiuti organici o alimenti all’esterno delle abitazioni e di proteggere adeguatamente gli animali da compagnia.

Un capitolo centrale dell’attività riguarda l’applicazione della Convenzione Cites, che disciplina il commercio internazionale delle specie a rischio di estinzione. In Toscana operano quattro Nuclei specializzati, con sede a Firenze, Arezzo, Livorno e Pisa, oltre a un distaccamento presso l’aeroporto “Amerigo Vespucci” di Firenze. Nel 2025 sono stati effettuati 663 controlli, con 378 persone verificate, 55 illeciti amministrativi accertati per un valore complessivo di oltre 151 mila euro, 22 reati perseguiti, 10 persone segnalate all’Autorità giudiziaria e 8 sequestri penali. A questi si aggiungono 256 controlli sulla tutela della fauna selvatica, sull’attività venatoria, sulla pesca, sull’acquacoltura e sulla protezione degli animali d’affezione.

Per la tutela del paesaggio oltre 31 mila controlli

Accanto all’attività repressiva, i Nuclei Cites svolgono un’importante funzione amministrativa. Nel corso del 2025 sono stati emessi in Toscana 17.571 certificati, indispensabili per garantire la tracciabilità e la legalità del commercio di esemplari vivi, parti o prodotti derivati di specie protette. In questo contesto si inserisce anche il Calendario Cites 2026, realizzato dal Raggruppamento Carabinieri Cites di Roma, che celebra i cinquant’anni di applicazione della Convenzione di Washington in Italia. L’accordo, ratificato nel 1975, rappresenta oggi uno dei principali strumenti internazionali per la tutela di oltre 40 mila specie animali e vegetali, condiviso da 185 Paesi. Ogni immagine del calendario racconta una storia di contrasto ai traffici illeciti, di difesa della biodiversità e di affermazione della legalità. È il simbolo di un impegno che attraversa mezzo secolo di attività e che continua a rinnovarsi.

La protezione dell’ambiente passa anche dalla formazione delle coscienze. Per questo, nel 2025, i Carabinieri Forestali CITES hanno promosso numerose iniziative di educazione ambientale nelle scuole toscane, coinvolgendo oltre mille studenti. Un investimento culturale orientato alla costruzione di una cittadinanza più consapevole e responsabile. Il bilancio del 2025 restituisce dunque l’immagine di un sistema articolato, competente e profondamente radicato nel territorio. Un lavoro fatto di controlli, indagini, prevenzione, dialogo con i cittadini e cooperazione istituzionale. Un presidio silenzioso ma determinante, che ogni giorno contribuisce alla difesa del patrimonio naturale della Toscana contro l’illegalità, l’incuria e lo sfruttamento indiscriminato.

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