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Arezzo

Il comitato per la stazione Medioetruria spinge per Ceccarelli candidato sindaco del centrosinistra

Il segretario Alberti fa il nome in modo esplicito. Il presidente Galli ripete: "Nuovo scalo alta velocità e non potenziare quella attuale"

Luca Serafini

07 Febbraio 2026, 07:23

Ceccarelli e Alberti

Vincenzo Ceccarelli e Domenico Alberti (Sava)

Nel guazzabuglio pre elettorale di Arezzo c'è chi fa un nome e un cognome per il candidato sindaco del centrosinistra. È Domenico Alberti, segretario del Comitato Sava (Stazione alta velocità Arezzo) a spezzare una lancia a favore di Vincenzo Ceccarelli. Una voce che vale quello che vale, si tratta di un Comitato, realtà comunque vivace e diffusa (migliaia di firme raccolte): esternazione che indica un gradimento e pure un'altra cosa, che forse è l'ora di passare dai tavoli e tavolini, dai programmi e dalle analisi, ai volti di chi dovrebbe guidare Arezzo.

E questo vale in entrambi gli schieramenti, impantanati tra pretattica, divisioni interne e oggettiva penuria di potenziali sindaci.

Per Arezzo un sindaco competente ed autorevole” rivendica Sava che da quattro anni fa una tambureggiante attività per la stazione Medioetruria in suolo aretino. A Rigutino. Proprio l'opposto di quello che il ministero sotto la guida di Matteo Salvini ha programmato, con la nota e contestata ubicazione a Creti.

Alla destra chiediamo di sostenere la produttività, l'ordine pubblico ed il futuro dei giovani”, si legge nel comunicato di Sava che vuol rivolgersi di qua e di là “mentre al centro sinistra di insistere sul dialogo, non ad exludendum. Proprio come lo spirito del patto siglato a Monte Santa Maria Tiberina. Aperto anche alle Marche e fino a Cortona”.

Domenico Alberti afferma:Arezzo è capoluogo di provincia, oggi più di ieri chiamato a trainare le vallate spesso in difficoltà. Penso occorrano persone coraggiose di scelte generazionali, più che personaggi illustri, ma inidonei a guidare la macchina amministrativa. Spero il centro sinistra si concentri e chieda a Vincenzo Ceccarelli di scendere in campo. Tutto il territorio aretino, vallate comprese, è molto cresciuto proprio grazie a lui e fin dalla sua guida a presidente della Provincia. Capace perché umile, lungimirante perché attento alle generazioni di domani e in dialogo con tutti perché consapevole di quanto ancora occorra per dare concretezza alle scelte politiche: trascendere, talvolta, le personali posizioni quando è necessario ed urgente realizzare - insieme - il coraggio del bene comune di tutti”. Un chiaro pronunciamento per Ceccarelli, che come noto ormai da tempo è disponibile a fare il sindaco ma non smanioso. C'è chi lo vede proiettato su Firenze, dove fu assessore ed è stato consigliere regionale, c'è chi vede in corsa per Palazzo Cavallo. C'è chi nel Pd lo indica espressamente e chi non lo gradisce. Lunedì alla Casa dell'Energia, presente anche il governatore Eugenio Giani, vedremo con quanta chiarezza e lucidità si proporrà il campo largo dei progressisti. Dove circolano ancora i nomi di Stefano Tenti e di Marco Donati, attraverso un'operazione di partnership che qualcuno tenta di realizzare ed altri vedono come il fumo negli occhi. Quanto alla Rondine di Franco Vaccari, pur senza virgolettati ufficiali del diretto interessato, par di capire che non sta volando affatto verso piazza della Libertà. Una suggestione.

Tornando al comitato per l'alta velocità ad Arezzo, Domenico Alberti afferma: “Anche a destra mi sembra si stia cercando un sostituto degno dello spessore, umano e professionale, di Alessandro Ghinelli: persona per bene, ma da alcuni dei suoi invidiato e messo alla gogna fin dall'inizio della sua prima legislatura. I fatti hanno dimostrato, nel tempo, che la sua caratura è stato un valore realmente aggiunto per la Città.”

Interviene ancora il presidente Matteo Galli intorno alla centralità dei trasporti ferroviari veloci e dichiara: “Il comitato Sava continua la sua battaglia per realizzare Medio Etruria: opera puntuale, in tutto sostenibile ed in grado di aiutare l'economia dei territori e, per essa, il futuro dei giovani sempre più propensi a lasciare irrevocabilmente le nostre vallate. Potenziare l'attuale stazione non è la soluzione. I tumori non si curano col disinfettante soltanto. Così i territori, destinati a morire senza infrastrutture. Mentre il resto d'Italia sta collegandosi all' alta velocità, Arezzo sembra ancora disinteressata a questa necessità, opportunità possibile e capace di portare solo benefici per tutti i territori coinvolti.”

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