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Giustizia

Botte all'arbitro di 18 anni e furto dell'orologio, genitore finisce a processo: il giudice ha rifiutato il patteggiamento

La pena che era stata concordata è stata ritenuta non congrua rispetto a quanto accaduto

Julie Mary Marini

14 Febbraio 2026, 09:11

Botte all'arbitro di 18 anni e furto dell'orologio, genitore finisce a processo: il giudice ha rifiutato il patteggiamento

L'uomo finirà davanti al giudice per una partita di calcio giovanile

Entrò nello spogliatoio dell'arbitro diciottenne, lo picchiò e lo derubò dell'orologio. Era appena terminata la partita tra Arezzo e Vis Pesaro, finale del Memorial Mirco Poggini, torneo riservato alla categoria Under 13. Il fischietto della sezione di Arezzo fu aggredito al termine della partita. Riportò lesioni giudicate guaribili in 40 giorni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, fu un operaio 46enne di Pesaro, padre di un calciatore della Vis Pesaro, a introdursi nello spogliatoio arbitrale durante la cerimonia di premiazione, colpendo il giovane direttore di gara e sottraendogli anche l'orologio.

I fatti risalgono all’8 giugno 2025, al termine della finale del Memorial. L’uomo fu identificato grazie all’intervento dei dirigenti dell’Arezzo e alle immagini della videosorveglianza, per poi essere fermato dalle forze dell’ordine. Per l’episodio, il 46enne è imputato per lesioni aggravate, furto aggravato e danneggiamento. Aveva chiesto di patteggiare una pena di due anni, concordata con il pubblico ministero, ma il giudice del tribunale di Arezzo, Michele Nisticò, ha ritenuto la richiesta non congrua rispetto alla gravità dei fatti, come riporta l'agenzia Italpress. Di conseguenza, il magistrato ha respinto l’istanza di patteggiamento e disposto il rinvio dell’udienza per la fissazione del processo con rito abbreviato. L’uomo dovrà quindi affrontare il giudizio senza beneficiare dell’accordo sulla pena.

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