Arezzo
Vincenzo Ceccarelli e Franco Vaccari
Sfida finale stasera nel Pd. Vincenzo Ceccarelli o Franco Vaccari. Uno dei due sarà il candidato da proporre alla coalizione progressista. Oppure tutti e due, ipotesi più remota ma che c'è. Questa sera, mercoledì 18 febbraio, l'assemblea comunale completa i lavori interrotti superata la mezzanotte di lunedì dopo la raffica di interventi nei quali i favorevoli all'ex consigliere regionale sono stati superiori a quelli per il padre della Cittadella della pace. Con un gruppo di irriducibili sostenitori dell'apertura a Marco Donati.
Stanotte la decisione verrà presa. L'agenda dei lavori, all'Hotel Minerva, prevede alle 20.30 la convocazione dei membri dell'organismo di cui è segretario Luciano Ralli. L'altra sera hanno partecipato in novanta: espressioni delle varie sensibilità del Pd. Intorno alle 23, qualora mancasse un orientamento maggioritario sul nome, si andrà al voto con scrutinio segreto. Entro la mezzanotte è previsto il risultato. Nel primo round di lunedì, il rapporto di consensi riscossi da Ceccarelli e Vaccari pare sia stato di 3 a 2 (alcuni parlano di un divario maggiore), questa sera parleranno i numeri. Di qua o di là. Si confrontano due prospettive diverse: una proposta di esperienza (Ceccarelli) e una di discontinuità (Vaccari).
Una figura omogenea alla politica, Ceccarelli, 65 anni, e una esterna, Vaccari, 73. Un amministratore navigato e competente e un uomo carismatico di visione.
Non appena il Pd comunale avrà fatto la sua scelta, comincerà nelle ore successive la valutazione della coalizione di cui fanno parte M5S, Avs, Arezzo 2020, Italia Viva, Casa riformista. E qui avverrà un secondo confronto con voto ponderato, nel quale il peso del Pd è superiore, il 55%, rispetto agli alleati. È chiaro che se i dem presentano un solo candidato frutto di un pronunciamento forte interno, gli alleati hanno poco margine di manovra. Se invece il Pd dovesse indicare due nomi (sia Ceccarelli che Vaccari) per effetto di un sostanziale equilibrio, il patron di Rondine potrebbe mettere la freccia, considerati gli orientamenti finora registrati. E il campo largo dovrebbe partire, al tavolo, con i nomi di Stefano Tenti e Francesco Romizi, non confortati da grandi chance. Ultimi giochi in corso.
La porta lasciata aperta da Marco Donati, che ieri si è ufficialmente candidato a sindaco con la sua coalizione, suggerisce altre riflessioni. In chiave, ad esempio, di ballottaggio. Se il centrosinistra vuol vincere, probabilmente ha bisogno di altro, oltre a riportare gente alle urne. Il dialogo, chissà, potrebbe riprendere più avanti.
Intanto nel centrodestra pare più tiepido il forno nel quale prendeva forma fino a qualche ora fa la candidatura di Marcello Comanducci (con Pier Luigi Rossi in giunta). C'è qualcosa che non gira alla perfezione, tanto che si starebbe cercando tra professionisti e imprenditori un nome ulteriore. Nel gruppo di governo che da 11 anni guida Arezzo, fino a prova contraria resta per ora unica candidata in pectore Lucia Tanti. Super affidabile e capace, espressione di quella giunta Ghinelli rispetto alla quale però molti nella coalizione vogliono dare una sterzata.
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