Arezzo
Vincenzo Ceccarelli
Vincenzo Ceccarelli è l'uomo scelto dal Pd di Arezzo come candidato sindaco per le elezioni amministrative di primavera. Nelle prossime ore, già oggi giovedì 19 febbraio, il nome di Ceccarelli sarà al centro del confronto con le forze che compongono il campo largo dove non mancano le posizioni critiche. Italia Viva e Alleanza verdi sinistra, ad esempio, non hanno nascosto il loro mancato gradimento per questo tipo di prospettiva.
Nato il 3 marzo 1960 a Castel San Niccolò, in Casentino, Ceccarelli ha 65 anni, è sposato e padre di tre figlie. Dopo aver fatto parte del Partito Comunista Italiano, ha seguito il percorso nel Pds quindi Ds, ricoprendo anche il ruolo di segretario provinciale. È entrato nel Partito Democratico e per tre legislature è stato eletto nel consiglio della Regione Toscana (2010, 2015, 2020) risultando sempre il più votato nella circoscrizione di Arezzo.
È stato sindaco di Castel San Niccolò (1985-1995), poi consigliere comunale (1995-2000), presidente della Provincia di Arezzo (1999-2009), rieletto nel 2004 con il 60,61%.
In Regione Ceccarelli è stato presidente della VI Commissione “Territorio e ambiente”, poi assessore regionale della Toscana alle Infrastrutture e Mobilità (2013-2015), quindi Urbanistica, Governo del territorio e Edilizia residenziale (2015-2020). Nel terzo mandato ha guidato il gruppo consiliare Pd in Consiglio Regionale (dal 2020) e alle ultime elezioni di ottobre 2025 non è stato candidato.
Nel 2022 Vincenzo Ceccarelli è stato anche candidato alla Camera dei Deputati (collegio Toscana-09, Arezzo), sconfitto da Tiziana Nisini.
Ceccarelli è al momento la figura più solida, navigata e competente del Pd della provincia di Arezzo e questo rappresenta la sua forza, ma anche l'aspetto per il quale una parte del Pd e della coalizione gli preferivano un altro candidato in discontinuità, come Franco Vaccari, figura carismatica, per imprimere uno scatto di novità. Ma la mancanza di unità intorno alla figura del padre di Rondine Cittadella della Pace, ha indotto lo stesso Vaccari a non dare la disponibilità alla votazione interna: nel corso dell'assemblea comunale del Pd, guidata dal segretario Luciano Ralli, una volta registrata l'uscita di scena di Vaccari, è passato Ceccarelli in virtù della maggioranza di interventi a suo favore.
Fino alla fine è stata evocata anche la strada delle primarie di coalizione - finora rifiutate dagli alleati - per allargare il perimetro alla coalizione civica di Marco Donati, con il quale c'erano stati contatti. Un'estensione auspicata anche dalla segretaria provinciale Barbara Croci. Un dialogo quello con Donati che, ora o più avanti, per logica dovrà essere coltivato, stante i numeri incertissimi nella sfida con il centrodestra. Anche nell'ottica del ballottaggio.
Le forze che da due mandati governano Arezzo, a proposito, si sono fermate ad osservare le mosse del centrosinistra prima di stringere sul proprio candidato: Lucia Tanti o Marcello Comanducci o un'altra figura ignota, o Mario Agnelli se calato dai livelli regionali e nazionali.
Ma andando un passo alla volta, ora i riflettori sono puntati sull'incontro dei progressisti per il closing su Ceccarelli o per un mancato gradimento che avrebbe del clamoroso e conseguenze tutte da capire. Ad esprimersi sono M5s, Avs, Arezzo 2020, Italia Viva, Campo progressista. Potrebbero essere portati al tavolo candidati di bandiera come Francesco Romizi o il dottor Stefano Tenti. Le sorprese insomma potrebbero non mancare.
Intanto per le elezioni amministrative per il Comune di Arezzo, con la scelta del successore di Alessandro Ghinelli, già in campo ci sono la Lista Indipendente di Michele Menchetti e la coalizione civico-politica di Marco Donati. Fermento pure a sinistra per una possibile lista che pone al centro la democrazia radicale e partecipata.
Quanto alla data del voto, il ministero dell'Interno potrebbe annunciare a breve il 24 e 25 maggio.
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